Il Tirreno

Livorno

la storia

«Il nostro cane sbranato e il padrone se n’è andato»

di Lara Loreti
Chopin ha avuto 50 punti
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Chopin ha avuto 50 punti

Meticcio aggredisce un Pinscher e lo tramortisce nel parco di viale della Libertà «Il proprietario ha negato tutto e si è allontanato senza lasciare i suoi dati»

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LIVORNO. «Chopin stramazzato al suolo, moribondo, in una pozza di sangue. E il padrone del cane aggressore che se ne va tranquillamente, senza lasciare i dati, dicendo: “Il mio cane non c’entra nulla”. Io piangevo, non capivo più nulla. Poi mi sono chiarita le idee e con l’aiuto di una amica, ho portato il mio Chopin alla clinica veterinaria dell’Apparizione: ha 50 punti e non cammina bene per le lesioni a una zampetta».

Francesca Picchi, cinquantenne livornese, figlia di Leo e nipote di Armando, è ancora sconvolta. La voce tradisce la preoccupazione per il suo Pinscher, Chopin, dieci anni, ma ancora sveglio e soprattutto in salute. O almeno lo era fino a lunedì alle 19, quando è stato aggredito da un meticcio color panna di un uomo di mezza età, di cui al momento non si conosce l’identità. «Mi hanno sbranato il cane senza che nessuno sia intervenuto - racconta la donna - Io facevo il mio solito giro con Chopin nel parco di viale della Libertà, di fronte ai cimiteri. Lui era sciolto e giocava». Da precisare, a questo proposito, che in realtà i cani dovrebbero essere tenuti al guinzaglio: possono girare senza solo nelle apposite aree di sgambatura. «Lo so, ma io a volte lo sciolgo per fargli sgranchire le gambe - prosegue la donna - Non capita spesso, l’altro giorno l’ho fatto. Non ho avuto tempo di rendermi conto di nulla: in un attimo mi sono ritrovata con il cane sbranato. La cosa che più mi ha colpito è l’indifferenza e il disinteresse di quella persona: lui è andato via senza dire una parola».

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Dal racconto della donna, emerge che il meticcio, che era al guinzaglio del suo padrone, ha avuto un guizzo verso Chopin tanto da fare cadere il proprietario che, sbilanciandosi, avrebbe perso il controllo dell’animale. Quindi, l’altro cane ha morso il Pinscher nella parte destra del corpo, mettendo ko la sua zampetta anteriore. «Il nostro cane è volato per un metro e mezzo - dice Gregorio Gentili, nipote di Francesca Picchi - Ma il cane lo ha morso di nuovo nel posteriore, procurandogli un’altra grave ferita. Io non ero presente, ma mia zia mi ha raccontato tutto e quando l’ho visto in quelle condizioni mi si è stretto il cuore. Per me è come un fratellino e per mia zia è un figliolo. Chi ama i cani sa come funziona, sono membri della famiglia».

Sanguinante e tramortito, Chopin viene portato alla clinica di Ardenza. Viene avvisata l’Asl che ora ha preso in carico il caso. «A noi non interessano l’aspetto legale o i risarcimenti - sottolinea Gregorio Gentili - Noi vogliamo solo che il padrone di quel cane sappia le conseguenze dei morsi del suo animale e si renda conto del suo brutto gesto di indifferenza. Cose del genere non devono più accadere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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