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Livorno

Pd: prima se ne va meglio sarà per tutti

Pd: prima se ne va meglio sarà per tutti

«Assurdo che si appelli alle regole M5S anziché alle leggi dello Stato». Ciampini chiede di parlarne in consiglio comunale.

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LIVORNO. Nei cinque punti messi nero su bianco ieri dal consigliere comunale Alessio Ciampini sta forse il cuore delle contestazioni/domande che arrivano dal Pd livornese dopo che anche il sindaco Nogarin ha ricevuto un avviso di garanzia su Aamps. Il primo punto: «Un sindaco - scrive Ciampini - è il sindaco di tutti. L'avviso di garanzia che riceve riguarda tutta la comunità che amministra, non è un fatto privato o di un Movimento politico. È un fatto pubblico e come tale necessita chiarezza e trasparenza. Chiederemo di saperlo in consiglio comunale».

Il secondo: «L'avviso di garanzia è personale per fatti e azioni commesse. Non ascrivibile ad altri o a situazioni del passato. Non c'è scritto "per colpa del Pd lei è indagato per i reati x e y"». Il terzo: «Il giustizialismo becero del M5S ora dimostra i suoi effetti. Manifestazioni grilline a Lodi, silenzio a Livorno?». E ancora: «Un sindaco serio non userebbe questa questione per fare attacchi politici. A Nogarin interessa solo attaccare il Pd. Gioco vecchio che ha stancato i livornesi». Per concludere così: «Aamps? Ce la stiamo dimenticando e con essa i posti di lavoro, il piano industriale, il servizio per i cittadini. Livorno capitale della decrescita infelice».

Com’era prevedibile il Pd, che due anni fa ha subito la sconfitta - diciamo pure disfatta - elettorale e che proprio su Aamps e sulle altre partecipate si è in parte bruciato, oggi prova a giocare d’attacco.

Ieri dalla sede di via Donnini, il partito guidato da Bellandi e Bacci ha diffuso una nota per dire che «coerentemente, non utilizzerà l'equivalenza avviso di garanzia uguale condanna, agitandola come clava politica», perché questo sarebbe un «atteggiamento proprio da sempre del M5S». «Cionondimeno - si legge subito dopo - questa vicenda si presta come spunto per ribadire da parte nostra, con forza, l'inadeguatezza di un sindaco e della sua giunta, totalmente incapaci di amministrare la città».

Ma è soprattutto sulle parole usate da Nogarin dopo aver saputo di essere indagato che puntano il dito dal Pd, definendo «sconcertante» l'affermazione “mi dimetterò se ho infranto le regole del M5S”. «Evidentemente -attaccano - non esistono più le leggi dello Stato e neanche il senso dello istituzioni. Sembra esserci solo un sacro blog a sovrintendere qualsiasi principio amministrativo e qualsiasi regola di buonsenso. Basterebbe questo per prendere atto che prima il sindaco metterà fine a questa disastrosa esperienza, prima potrà trarne beneficio l'intera comunità».

Lorenzo Bacci, sindaco di Colle e segretario territoriale, dalla sua pagina virtuale rincara: «Esiste evidentemente una legge più legge di quella dello Stato: quella del Movimento, che sovrintende e regola». Rispetto ad Aamps sostiene che «si è scelto la strada dell'utilizzo partitico dell'amministrazione, forzando percorsi illogici, portando l'indotto ad una crisi senza fine e l'azienda municipale, che sarebbe stata perno centrale nell'area vasta a livello di gestione rifiuti, al concordato preventivo, con enormi incognite rispetto al futuro». Mentre anche il segretario regionale, Dario Parrini, vuole metterci del suo, così: «Resto garantista. È un pessimo sindaco non perché è inquisito ma perché non è capace».

Juna Goti

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