Il presidio
Nuove perizie su pc e filmati
Lunedì il tribunale del Riesame deciderà sulla scarcerazione di Ceci
LIVORNO. Nuove perizie su filmati e pc, alla vigilia dell’udienza del tribunale del Riesame, fissata per lunedì mattina, in cui si deciderà sul futuro di Agostino Ceci, il carabiniere parà in pensione, in carcere, arrestato dalla squadra mobile della polizia, con l’accusa di aver ucciso Zviadi Khurtsidze, marito della sua amante, lo scorso febbraio in via Roma.
Le nuove perizie, disposte dal pm Gianfranco Petralia che segue il caso, sono state eseguite sui filmati registrati l’11 aprile scorso dalle telecamere in via Zambelli, dove si vede Khurtsidze, pedinato da un uomo il cui profilo è simile a quello di Ceci. Il nuovo esame confermerebbe l’accusa. Nuove verifiche verranno fatte anche sul pc dell’indagato per approfondire l’aspetto dell’alibi. La sera del delitto infatti, l’arrestato - come lui stesso ha dichiarato - era in casa da solo, ma al computer, pur rimasto acceso tutta la sera, nella fascia oraria sospetta non risultano accessi né attività. La nuova perizia servirà anche ad accertare se l’orario del pc di Ceci sia sincronizzato con Greenwich.
Gli avvocati Marco Talini e Francesco Gristina, che rappresentano la difesa del carabiniere di 64 anni, residente a Colognole, nei giorni scorsi hanno presentato la richiesta di scarcerazione al tribunale della libertà di Firenze. «Ci sono tutti gli elementi per scarcerarlo - dice Gristina - Non si rischia il pericolo di fuga, tanto meno la reiterazione del reato». Ceci dopo il delitto di via Roma, è stato visto più volte in via Grotta delle Fate, dove la sua ex amante lavora, cosa che aveva insospettito gli investigatori, ma la difesa sottolinea che quel percorso era obbligato per tornare a Colognole.(l.l.)
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