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Maxi intervento in corso sotto il ponte di Calafuria
Livorno, gli operai sono al lavoro per consolidare l’infrastruttura ferroviaria e spunta una palizzata intorno al basamento che cadeva a pezzi
LIVORNO. Gli operai sono al lavoro, l’escavatore scende ogni mattina dall’Aurelia lungo un sentiero ripido tra il mare e la scogliera, per poi risalire quando il sole tramonta. Sotto al ponte di Calafuria è in corso un maxi intervento di consolidamento dei piloni. Non dei piloni del ponte dell’Anas, quello su cui - per intendersi - circolano ogni giorno auto, scooter e camion. Ma quelli del ponte ferroviario, che corre subito dietro. In altre parole gli operai stanno lavorando proprio sul basamento malconcio dove ogni estate, da sempre, i livornesi stendono l’asciugamano sfruttando ombra e sole.
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I lavori sono a carico delle Ferrovie dello Stato ed erano in programma già da tempo: la controllata Rfi aveva già presentato il progetto al Comune nel giugno dello scorso anno. L’intervento di consolidamento ha infatti avuto bisogno di una serie di autorizzazioni da parte degli enti locali (l’area in oggetto è ad esempio sottoposta a vincolo idrogeologico e il progetto è stato quindi visionato anche dalla protezione civile).
Tecnicamente si parla di una messa in sicurezza del rinforzo della pila. Nella sostanza si tratta di un intervento importante, che prevede la realizzazione di una sorta di gabbia protettiva intorno al basamento del ponte, con dei micropali piantati sul fondo per reggere meglio il peso della struttura. Stando a quanto riferito ai tecnici del Comune, l’intervento della società delle Ferrovie sarebbe a buon punto. Anche perché tra meno di un mese, sole permettendo, Calafuria si riempirà di bagnanti.
Intanto è invece confermato dalla protezione civile che anche per quest’anno sarà interdetta al pubblico l’area che si trova sotto l’arcata sud del ponte di Calafuria, dove la scorsa estate era caduto un po’ di intonaco. In particolare sarà di nuovo interdetta la discesa al mare ricavata tra la vegetazione subito sopra, che i livornesi hanno spesso usato come scorciatoia per arrivare agli scogli ma che da tempo non è più sicura.
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