Meteo
Bacini in attesa dello sblocco Authority dal pm col progetto
Adesso è il magistrato che ha in mano la decisione sul dissequestro per far ripartire la gara sospesa Intanto, dopo gli scontri ecco segnali di disgelo per l’utilizzo della banchina 76 per le riparazioni
LIVORNO. Per sbloccare il bando relativo all’affidamento dei bacini, i tecnici dell’Authority hanno presentato al pm il progetto, messo a punto da Azimut e con l’ok del Rina, per sollevare la nave Urania e consentire in sicurezza gli ulteriori accertamenti per le indagini sulla morte dell’operaio napoletano nell’agosto scorso. A questo punto tutto è nelle mani del pm che indaga sul tragico incidente sul lavoro.
È rimasto nel freezer l’iter di uno dei tre bandi-chiave che Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, mette in pista in questi ultimi mesi, Non si creda, di fronte alla maxi-Darsena e alla privatizzazione della Porto 2000, che si tratti di una vicenda minore: l’affidamento del bacino in muratura e del bacino galleggiante sono questione incandescente che ha acceso anche lo scontro politico. In ballo è – come da burocratese d’ordinanza – «l’assentimento in concessione demaniale marittima del compendio dei Bacini di Carenaggio del Porto di Livorno». Nell’avviso dell’Authority i riflettori erano puntati sugli «specchi acquei e le aree a terra del porto di Livorno, ricompresi tra la banchina 76 e la banchina 78, comprendendo anche le due gru da allestimento navale, attualmente fuori servizio, insistenti sulle aree predette». Solo poche settimane prima del cedimento della nave del Cnr all’interno del bacino galleggiante erano scaduti i termini entro i quali dovevano farsi avanti i pretendenti che avrebbero poi dovuto presentare l’offerta: tutto è rimasto congelato lì.
La questione dei bacini di carenaggio è tornata sotto la lente anche nell’incontro promosso dal vescovo Giusti in curia (del quale diamo conto in altro articolo nella pagina accanto). Oltre ai passi avanti sul versante del dissequestro da parte dell’autorità giudiziaria, si registra qualche segnale di disgelo anche dopo una serie di aspri scontri nell’utilizzo di questi spazi. Nell’incontro in vescovado è emerso che segnali di una disponibilità reciproca sono arrivati anche dall'Autorità portuale in un faccia a faccia con Jobson Group e Azimut a Palazzo Rosciano.
«Abbiamo avuto un incontro in Autorità portuale – ha confermato Massimo Netti della Jobson Group – e c'è stata una buona disponibilità da parte dell'Authority che cercherà di mettere in campo incontri settimanali o mensili per schedare il lavoro sulla banchina 76, una banchina tecnica, in attesa della definizione della gara sui bacini».
Netti aveva appena raccontato in coda al dibattito che il suo gruppo aveva dovuto portare 3 navi a Piombino, l'ultima di 300 metri, perché a Livorno non avevano trovato spazio in banchina. «Guerrieri, commissario dell'Autorità portuale di Piombino, – ha detto Netti – è un uomo pratico che guarda al lavoro della sua città, speriamo che questo avvenga anche a Livorno: noi il lavoro e le navi le abbiamo, dobbiamo capire se portarle qui o se dobbiamo continuare a portarle fuori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
