Italia
Pennarello e bomboletta per sfregiare il gazebo
Tornano i vandali alla Terrazza Mascagni: scritte su muri, colonne e scalini Nonostante le promesse del passato, ancora niente telecamere a protezione
LIVORNO. Cuoricini. Nomi, Date. E ancora scarabocchi e poi l’amore e l’odio, urlato in malo modo, inciso con frasi vergate di nero che feriscono uno dei simboli di Livorno.
Questa volta vittima dei vandalismi è il gazebo della Terrazza Mascagni sfregiato dalle scritte. Pennarello nero, bomboletta: il salotto a mare della città, ancora una volta è in preda a barbari del terzo millennio che imbrattano senza ritegno. Senza pensare. Deturpando un bene comune e provocando un grave danno, sia a livello estetico che economico: la vernice delle bombolette penetra infatti nei marmi e nelle pietre, e anche i lavaggi più accurati e specifici spesso non riescono a cancellarle del tutto. Per questo i costi di pulizia sono molto elevati.
Nemmeno due mesi fa altre mani balorde colpirono le colonnine della balaustra della Terrazza, lasciando una lettera nera su ognuna di queste.
Lo sfregio dei vandali, a metà marzo, fu “only this, only wc”, che con una traduzione spicciola viene: solo questo, solo un water.
«Servirebbe una pattuglia fissa per controllare, mi ricordo che fu organizzata una postazione di controllo notte e giorno, dopo l’inaugurazione del gazebo del 1998, in occasione del primo atto vandalico», ricorda Michela Pedini, responsabile Mobilità e Sicurezza del Comune. «Purtroppo è sotto gli occhi di tutti una inciviltà dilagante che parte, in tanti casi come questo, vedendo le scritte, dai giovani, dai ragazzini: si tratta di una questione culturale. Se ce li becchiamo possiamo intervenire, ma è difficile», continua.
Un occhio alle scritte. Hanno tutto l’aspetto di essere mani giovanissime a comunicare in quel modo balordo. Con cuoricini ed emoticon. Il branco che lascia una traccia, senza pensare. Rovinando un angolo magico della città. Un tuffo nelle atmosfere surrealiste alla De Chirico. Ogni spazio fra colonna e colonna è un quadro, soggetto Livorno e il suo mare, con le morbide architetture in bianco e nero.
Un’opera d’arte a cielo aperto, quindi, senza alcuna protezione. Quelle telecamere annunciate, promesse e pubblicizzate negli anni, dalla passata amministrazione targata Pd, non sono mai arrivate. «E’ uno sfregio che ferisce tutta Livorno», aveva detto l’allora assessore alla Cultura, Mario Tredici, per un episodio analogo del 2009. Eppure negli anni niente è cambiato. E i vandalismi impuniti restano.
GUARDA LA FOTOGALLERY
E COMMENTA
www.iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google