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Indagini sulle revisioni facili «Ctt non c’entra, è parte lesa»
Andrea Zavanella, presidente della compagnia di trasporti, polemizza sui sequestri dei mezzi «Erano già stati dissequestrati, secondo noi c’è qualcosa che non è andato per il verso giusto»
LIVORNO. «Ad oggi non ci risultano irregolarità o responsabilità da parte di Ctt o dei suoi dipendenti. Aspettiamo gli sviluppi dell’indagine: noi siamo tranquilli. E rispetto alle mancanze emerse, ci riteniamo parte lesa». Interviene così Andrea Zavanella, presidente dell’azienda di trasporti Ctt Nord, sull’indagine di polizia stradale, carabinieri e squadra mobile sulla sicurezza degli autobus. Un’inchiesta che va avanti dal 2013 e che ha portato al sequestro di dieci bus Ctt. Tra i 18 indagati, ci sono sei funzionari della Motorizzazione, undici imprenditori titolari di ditte di camion private e un dirigente della Ctt. A questo proposito, Zavanella prende una posizione di difesa dei suoi uomini: «Aspettiamo di sapere quali elementi possano aver spinto a una simile accusa. Per il momento a noi non risulta nulla. E in ogni caso siamo convinti che l’ipotesi di un eventuale coinvolgimento di nostri dipendenti nell’indagine finirà nel nulla».
Zavanella interviene anche sulla questione dei sequestri degli autobus della Ctt: dieci mezzi tra cui anche alcuni scuolabus. «Questi pullman erano stati già sequestrati lo scorso anno e sottoposti alla perizia dei tecnici nominati dal pm - fa notare il presidente - Poi, alcuni sono stati dissequestrati, tanto che erano già pronti a essere risistemati per il ripristino. Non capisco il perché del provvedimento del gip a questo punto dell’inchiesta: i mezzi erano già fermi e a disposizione della magistratura. Deve esserci stato uno sbaglio».
Intanto proseguono le indagini degli investigatori. La parte più importante degli accertamenti ha riguardato le modalità con cui venivano fatte le revisioni da parte dei funzionari della Motorizzazione, che sono accusati di abuso d’ufficio e di attentato alla sicurezza dei trasporti. I carabinieri del Nucleo investigativo e i colleghi di Montenero hanno effettuato intercettazioni e filmati in cui emerge «mancanza di precisione durante le sessioni di revisione».
Come verificato dai militari, che hanno lavorato con gli agenti della sezione investigativa della polstrada e della squadra mobile, i funzionari impiegavano a volte anche un minuto e mezzo per svolgere gli accertamenti. È così che, sempre secondo le indagini, è stato dato l’ok alla circolazione di bus che in realtà avevano delle problematiche tali da non poter viaggiare. E lo stesso sarebbe successo con dei mezzi privati. Per questo sono stati denunciati per attentato alla sicurezza dei trasporti in concorso anche undici titolari di ditte private.
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