Il Tirreno

Livorno

Giochi e bigiotteria 37mila prodotti cinesi irregolari sequestrati

di Lara Loreti

Blitz della Finanza in tre negozi: sicurezza non garantita I commercianti rischiano una sanzione fino a 25mila euro

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LIVORNO. Vi siete mai chiesti come mai un caricabatterie per smartphone originale costa sui 25-30 euro mentre secomprato da alcuni cinesi viene intorno ai 5? La risposta, senza troppi discorsi, ce la dà la Guardia di finanza che nelle scorse settimane ha effettuato un maxisequestro. Nel mirino tre negozi cinesi del centro dove sono stati sigillati in tutto 37mila prodotti. Non solo oggetti elettronici, ma anche giochi per bambini come colori e tempere, e anche articoli con componenti elettromagnetiche che possono dare allergie sia agli adulti sia ai piccini. Oggetti che oltre a richiedere particolare cautela nell’uso, sono apparsi particolarmente rischiosi per i bambini anche perché formati da componenti troppo piccole e facilmente ingerigibili.

Il punto, allora, non è risparmiare acquistando un prodotto di concorrenza. La cosa fondamentale da sottolineare è che, in questo caso, le fiamme gialle hanno individuato articoli non garantiti, privi di marchio Ce (obbligatorio nell’Unione europea perché prova di conformità ai requisiti di sicurezza previsti per legge), di cui non si conosce l’esatta composizione e che potrebbero portare anche dei danni alla salute.

L’indagine. Tutto è partito da un’analisi pre-investigativa, nata da un’attenta osservazione del territorio,a cui si sono aggiunte varie segnalazioni ricevute dalle fiamme gialle. I finanzieri hanno individuato i tre negozi – hanno tutti sede in centro – e hanno cominciato a tenerli sott’occhio con servizi di appostamento. E nel momento in cui hanno constatato arrivi di merce irregolari, sono entrati in azione. Sono così riusciti a sequestrare, in tre diverse operazioni, i 37mila articoli irregolari. Oltre ai giocattoli e agli accessori per la telefonia, sigilli anche a cosmetici, prodotti per l’igiene personale, bigiotteria. oggettistica per la casa, suppellettili, accessori per la persona e persino filtri per sigarette.

Nessuna tracciabilità. I militari hanno accertato che, oltre a essere privi del marchio Ce, gli articoli non avevano le istruzioni né la tracciabilità. E le indicazioni presenti, erano scritte in cinese e non in italiano, come prevede la legge. Nessuna indicazione dunque su composizione, produzione e confezionamento: dati considerati essenziali per una valutazione pericolosità dei prodotti.

Sanzioni e sequestro. I titolari delle imprese cinesi sono stati segnalati dalla Finanza alla Camera di Commercio per le violazioni al codice del consumo e sanzionati.

Le multe previste per questi illeciti possono arrivare fino a 25mila euro. I prodotti sequestrati invece sono stati confiscati e distrutti. I controlli delle fiamme gialle continueranno per tutta l’estate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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