Il Tirreno

Livorno

Magliette di protesta e striscioni davanti al Comune per dire no alla chiusura dell'ippodromo Caprilli

di Giulio Corsi
Magliette di protesta e striscioni davanti al Comune per dire no alla chiusura dell'ippodromo Caprilli

Livorno, i manifestanti protestano. Intanto fallita la Labronica vengono messi i sigilli all' impianto e anche ai trattori

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LIVORNO. Una ventina di manifestanti, con striscioni e trombette sono davanti al Comune per dire no alla chiusura dell'ippodromo Federico Caprilli di Livorno. Gli ultimi sviluppi della vicenda preoccupano, e non poco, il mondo delle corse, degli addetti ai lavori e degli appassionati che gira intorno all'impianto livornese, riunitosi in un Comitato a difesa del Caprilli.

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La Labronica Corse Cavalli è fallita. I sigilli del tribunale sono apparsi sugli immobili e sui mezzi della società di proprietà al cento per cento del Comune di Livorno. “Fallimento numero 41 del 2016” recitano gli avvisi affissi sulle porte degli uffici e dei locali dell’ippodromo: “Vietato l’ingresso ai non autorizzati”. I sigilli sono stati apposti anche ai mezzi della Labronica: nel conto figurano tra gli altri cinque trattori, le gabbie di partenza dei cavalli, i macchinari per tagliare l’erba della pista, e altre strumentazioni tecniche.

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Stagione estiva a rischio. Lunedì 18 aprile il giudice ha nominato curatore il dottor Gianluca Risaliti. La notizia, che era scontata dopo la decisione di giunta di non ricapitalizzare la Labronica e l’annuncio del liquidatore Fabrizio Giusti di chiedere l’istanza di fallimento in proprio, rischia di complicare il percorso di riaffidamento dell’ippodromo in vista della stagione estiva che dovrebbe iniziare a giugno. Un percorso che adesso vede i tre protagonisti in campo, Comune, Alfea e Livorno Galoppo alla ricerca di una soluzione che per adesso non è stata trovata.  Il rischio, sempre più concreto col passare dei giorni, è che salti la stagione estiva.

La proposta di Livorno Galoppo. Negli ultimi giorni qualcosa si è smosso, ma è ancora poco: Livorno Galoppo ha presentato la propria proposta ad Alfea di una gestione almeno quinquennale dell’ippodromo in subconcessione. «Abbiamo avuto un incontro col direttore di Alfea Piccioni e ad oggi non abbiamo registrato elementi ostativi - spiega l’ex direttore del Caprilli Paolo De Santi -, ma il percorso anche nelle valutazioni di Alfea è ancora lungo e non potrebbe essere altrimenti. Noi saremmo pronti anche domani, anzi continuiamo a ribadire che è necessario iniziare prima possibile se vogliamo che la stagione estiva non salti».

Il fatto è che prima di tutto sono Comune e Alfea che devono trovare l’accordo. Nell’ultima settimana le parti non si sono incontrate, ma a quanto risulta si sono scambiate le rispettive bozze per la definizione delle convenzioni. Se questo è il grande bivio per la sopravvivenza delle corse a Livorno, il fallimento rappresenta sicuramente un ostacolo in più alla soluzione. Perché i sigilli agli uffici ma soprattutto ai mezzi potrebbero comportare gravi ritardi e complicazioni. «La società che subentra deve acquistare le attrezzature all’asta? E la disponibilità delle strutture come verrà regolata?», si chiede De Santi. «Nelle convenzioni precedenti il parco mezzi della Labronica veniva dato in uso al gestore, ora la situazione è più complicata: se vanno all’asta, quali tempi saranno necessari? Purtroppo la scelta di lasciare andare la Labronica verso il fallimento complica tutto». Il vero punto tuttavia è politico: se si vuole davvero salvare la stagione e l’ippica servono passaggi rapidi per trovare il prima possibile un accordo tra Comune e Alfea e poi metter mano alla sistemazione dell’ippodromo.

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