Il presidio
«Vogliamo la pace tra preside e famiglia»
L’Ufficio scolastico regionale sta esaminando la relazione dell’ispettrice: siamo in fase di valutazione
LIVORNO. «E’ chiaro che un difetto di comunicazione c’è stato, ma la cosa importante adesso è quella di ricomporre e ricostruire il rapporto tra la scuola e la famiglia di Giulio ed ho visto che entrambe le parti sono ben disposte», a parlare è Domenico Petruzzo, direttore dell’Ufficio scolastico regionale di Firenze. Da qui è partita l’ispettrice scolastica Paola Fasano che venerdì scorso ha ascoltato la preside dell’istituto frequentato da Giulio e poi la famiglia. Le due versioni dei fatti sono nero su bianco sulla scrivania del direttore Petruzzo. Sarà lui a valutare in questi giorni eventuali provvedimenti disciplinari da prendere o meno. «Queste non sono cose che si dicono per nessuna ragione al mondo, quando avrò fatto le mie valutazioni invierò il tutto al ministro Giannini - ci tiene a precisare - Comunque adesso, dopo aver ascoltato tutte le parti in causa, la priorità è ricreare quel rapporto tra scuola e famiglia, fondamentale per continuare come si deve il percorso scolastico, nell’interesse di tutti». E’ lo stesso Miur - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a ribadire la posizione di Petruzzo, su quello che da Roma definiscono “Il caso Livorno”. «L’ispezione si è svolta, l’Usr ha acquisito gli atti e sta esaminando la relazione. Ma già in questo momento si sta lavorando per riportare la serenità e il dialogo nella comunità scolastica».
Poco propenso a parlare dell’argomento anche Luigi Sebastiani, ex provveditore di Livorno, oggi dirigente tecnico dell’Usr: «Che ci sia stato un difetto di comunicazione unito a un’ ammissione di dimenticanza è chiaro, la bravissima ispettrice prontamente inviata a fare chiarezza ha fatto la sua relazione e non spetta a me fare valutazioni: sicuramente l’organo deputato a prendere eventuali provvedimenti è l’Ufficio scolastico regionale».
Una riflessione fuori dal coro la fa Letizia Vai, pedagogista del Comune di Livorno. «Sulla vicenda, senza ascoltare la versione della mamma e quella della preside, mi chiedo se in questo anno siano state programmate dalla scuola anche gite inclusive per Giulio, oltre a quelle dove il bambino non è potuto andare perché poco adatte». Ovviamente anche la pedagogista, con Cristina Casella dirigente medico neuropsichiatria infantile della Asl si mettono a disposizione, per mediare tra la famiglia e la scuola e arrivare a ricomporre la situazione. «Noi siamo a disposizione», ribadiscono loro che da anni lavorano a stretto contatto con la disabilità. (f.s.)
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