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Lemmetti: «No, non mi dimetto»
Le reazione a caldo: io coerente, non mi dissocio da quello che ho sempre detto
LIVORNO. Era entrato in municipio sventolando tre multe, ieri di prima mattina, l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti. Tre multe appena notificate e prese perché qualche settimana fa, con la sua auto, aveva circolato nelle Ztl e nelle corsie riservate ai bus tra Roma, Bologna e Forte dei Marmi. Così per qualche ora era sembrato quasi che quell’avviso della Procura che era nell’aria già da qualche giorno non fosse mai arrivato.
Invece no. La raccomandata in giacenza da sabato all’ufficio postale di Collodi (Pescia), dove ha la residenza, non era una multa: era l’avviso dei garanzia che lo informava di un’indagine in corso a suo carico. Il primo della giunta a 5 Stelle.
La notizia si è sparsa a fine mattinata, quando un vicino di casa, con in mano la delega, ha ritirato l’atto.
A quel punto Lemmetti ha fatto il giro di qualche ufficio, è andato dal sindaco Nogarin, ha sceso le scale del municipio e ha acceso una sigaretta di fronte all’ingresso secondario con accanto il presidente del consiglio comunale, il cinque stelle Daniele Esposito, che è rimasto in silenzio.
Lo raggiungiamo lì. «Sì, l’ho ricevuto, ancora non l'ho visto materialmente, fatemelo leggere», premette mentre si sposta tra l’ingresso del Comune e la sua auto, per poi tornare indietro. «Vediamo cosa mi viene contestato, che arrivava si sapeva...».
«Mi aspettavo che arrivasse - ripete - dopo le perquisizioni dei giorni scorsi».
Ma dal punto di vista politico, per l’assessore della giunta grillina, il nodo è delicatissimo, soprattutto considerando la generale e ben nota intransigenza dei pentastellati di fronte agli avvisi di garanzia.
Si dimetterà perché indagato? «Se l’atto riguarda le questioni di Aamps che ho seguito io - risponde a caldo Lemmetti - non ho intenzione di dimettermi in nessun modo». «Non ci penso assolutamente - ribadisce - ho sempre detto chiaramente, da un anno a questa parte, cosa avrei voluto fare. Non mi dissocio minimamente da quello che ho dichiarato pubblicamente più volte, ad esempio in commissione. C’è anche lo streaming se volete. Più coerente di me penso non ce ne siano». Qui le parole si fermano. L’assessore, per ora, non aggiunge altro.
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