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Unitalsi: vicini a Giulio e la sua famiglia

Unitalsi: vicini a Giulio e la sua famiglia

Livorno, la storia di Giulio bambino autistico escluso dalla gita: muri non sono solo quelli che vengono costruiti ultimamente alle frontiere, ma sono anche quelli che isolano una ragazzo solo perché disabile

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LIVORNO. “Una vicenda quella di Giulio che si commenta da sola. La nostra vicinanza al bambino ma soprattutto alla famiglia che deve ogni giorno affrontare pregiudizi e barriere architettoniche materiali e morali”. È quanto dichiarano congiuntamente Emanuele Trancalini, responsabile nazionale del Progetto Bambini Unitalsi  (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), e Roberto Torelli, presidente dell’Unitalsi Toscana, in merito alla vicenda che a Livorno ha visto protagonista Giulio, uno studente che soffre di una forma di autismo e che l'altro giorno, recatosi a scuola, ha scoperto che la sua classe era andata in gita senza che lui sapesse nulla.

“La nostra associazione – proseguono Trancalini e Torelli – vuole lanciare un segnale di speranza alle tante famiglie che in Italia, alcune nel silenzio, vivono episodi come questo senza potere contare su nessuno. I muri non sono solo quelli che vengono costruiti ultimamente alle frontiere, ma sono anche quelli che isolano una ragazzo solo perché disabile”.

“Il nostro impegno – concludono– da sempre è quello di mettere al centro di ogni azione la persona umana e i suoi inalienabili diritti per questo auspichiamo che l'episodio di Livorno venga stigmatizzato dalle autorità e soprattutto che la famiglia non venga lasciata sola”.

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