Il Tirreno

Livorno

«Il messaggio era privato ho già fatto una querela»

«Il messaggio era privato ho già fatto una querela»

La dipendente comunale aveva scritto in chat a Bacci parlando delle indagini Critiche in municipio. «Solo illazioni, io non ho accesso ai dati, tutti sapevano»

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LIVORNO. Il caso delle presunte incompatibilità dei consiglieri comunali, rivelato nei giorni scorsi dal Tirreno, rischia di travolgere anche una lavoratrice del Comune. Ieri La Nazione ha pubblicato uno scritto che Rosella Distaso, dipendente del municipio e sindacalista della Uil, ha inviato sabato al sindaco di Colle e segretario del Pd Lorenzo Bacci. Uno scritto in cui in sostanza parla a Bacci, in modo dettagliato, degli accertamenti in corso, di movimentazione di «persone oneste e stanche», chiede che il consigliere Pd De Filicaia si dimetta dando il buon esempio.

Parole che ieri hanno scatenato reazioni in consiglio. In particolare quella di Edoardo Marchetti (M5S), che è intervenuto così: «Si dice che un’impiegata comunale abbia scritto a un sindaco chiedendo di intervenire sulle incompatibilità. Lo ritengo gravissimo. È grave che un dipendente comunale faccia una cosa del genere. Mi auguro che non sia vero. Mi auguro che questa lettera non sia mai partita da questa amministrazione. In un ente privato sarebbe stata licenziata in tronco. Se fosse provato, questa persona a mio avviso non potrebbe restare alle dipendenze del Comune».

Contattata dal Tirreno, Distaso ha fatto sapere di avere già sporto querela contro ignoti alla polizia giudiziaria per la pubblicazione dell sue parole, «segnalando come testimone Lorenzo Bacci». «Perché vorrei sottolineare – ripete – che violando la mia privacy è stato pubblicato un messaggio privato che sabato mattina ho inviato in via del tutto personale, da libera cittadina elettrice del Pd, al segretario del partito. L’ho inviato nella messaggistica privata di Facebook, da casa mia, dal mio cellulare». La sindacalista dice che le cose scritte al segretario «circolavano in Comune già da tempo, tra i consiglieri, frutto delle lettere anonime ricevute anche dai capigruppo». Lettere con cui sottolinea di non avere «assolutamente niente a che fare», «basta illazioni». Respinge le parole circa una vicinanza con il consigliere Valiani (Lbc) e sottolinea che «tra l’altro io non ho accesso ad alcun dato sensibile e non ho mai fatto richieste di accesso agli atti». «Qualcuno – commenta dopo il consiglio – ha bruciato la strega prima che fosse processata». «Io non ce l’ho con nessuno – sottolinea – e non credo di dovermi giustificare per aver fatto valutazioni politiche da libera cittadina».

Ieri in municipio c’era aria di possibile provvedimento disciplinare. «Non è ancora partito – risponde – ma ripeto che qui siamo di fronte a una violazione privata». Anche il segretario generale Giuseppe Ascione ieri mattina ha risposto che «non c’è alcun un procedimento in corso», ma sull’eventualità che possa essere aperto «al momento non posso rispondere». Tutto mentre si sa che lo stesso De Filicaia ha portato l’ormai famosa lettera di Fb al suo avvocato.

(j.g.)

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