Arresti revocati per Alessandrini
Il Tribunale del Riesame ha disposto l’obbligo di dimora in città
LIVORNO. Carlo Alessandrini, l’imprenditore arrestato il 15 marzo scorso con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta può lasciare gli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame che ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore, Danilo Adoncecchi. I giudici fiorentini hanno deciso di alleggerire la misura cautelare nei confronti del sessantaseienne con l’obbligo di dimora nel Comune di Livorno.
Nella stessa inchiesta sul presunto crac immobiliare ribattezza Ginepraio, ai domiciliari è finito anche Riccardo Luschi, 70 anni, considerato «promotore e organizzatore e dirigente dell’associazione a delinquere. Alessandrini, invece, viene definito dal giudice per le indagini preliminari, «co-promotore, organizzatore e dirigente dell’associazione a delinquere, nonché proprietario di un altro 25% della Gsi Srl, legale rappresentante della cooperativa Edilizia La Collina di Montenero, della Ro.ma srl e consigliere della cooperativa Edil Etrusca nonché sindaco supplente della coop Ediliza portuale». Ai domiciliari, poi revocati alla vigili di Pasqua, anche Paolo Paoli 59 anni, «quale partecipe dell’associazione a delinquere, amministratore unico e contabile della Gsi srl», la società al centro dell’indagine.
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