Il Tirreno

Livorno

«A maggio il nuovo provveditore»

di Rosanna Harper
«A maggio il nuovo provveditore»

L’annuncio dell’assessore regionale Grieco all’incontro organizzato dal Pd

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LIVORNO. Livorno avrà un nuovo provveditore dell'ufficio scolastico. A riferirlo, durante un convegno organizzato dal Pd sul tema scuola, e in particolare sui contenuti della cosiddetta "buona scuola", è stata l’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco. «Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Domenico Petruzzo – spiega – ha garantito che sarà nominato un nuovo reggente per l'Ufficio Scolastico di Livorno in tempi rapidi, già a maggio».

Il nuovo reggente, che farà seguito a Luigi Sebastiani, diventato ispettore, con reggenza a Pisa, lasciando quella di Livorno, avrà anche la funzione di ispettore spiega l'assessore regionale. «Il nuovo provveditore ha superato un concorso: è una figura importante, di garanzia», dice Grieco.

Al convegno, moderato da Cristina Lucetti, responsabile settore istruzione dell’Unione comunale Pd, hanno partecipato Federico Bellandi, segretario comunale Pd, e diversi insegnanti: è stata l’occasione per fare il punto rispetto le deleghe della legge 107/2015.

Grieco segnala che la legge presenta una «qualche rigidità» di fronte a una organizzazione territoriale in zona, come in Toscana, dove ci sono ambiti troppo piccoli, come Prato, divisa in due, o ambiti come Livorno che invece si estende dalla provincia limitrofa fino a Livorno («speriamo di andare a sanarla»). Sui percorsi di alternanza scuola lavoro, che riguardano la scuola secondaria di secondo grado, «in Toscana non partiamo proprio da zero». E aggiunge: «Il rischio da evitare è quello di adempiere a una mera formalità, mentre è necessario creare delle alleanze fra mondo della scuola e mondo del lavoro».

L'assessore, a tal proposito, ha sottolineato il problema della dispersione scolastica: in Toscana così come a livello nazionale, «raggiunge il 17%» (con una disoccupazione giovanile «pari al 40%»): è questo che rende indispensabile «favorire l'incontro tra studenti e imprese».

Nella fascia fino a 6 anni – avverte Grieco – la nostra Regione è in un tavolo nel quale dovranno essere valorizzate le esperienze che funzionano: quella rappresentata dalla Toscana, che costituisce un paradiso, e l'Emilia-Romagna».

Al convegno si è parlato anche del "concorsone" che, dice Lucetti, consentirà a più di 60mila docenti (e ad altri 30 mila nei successivi tre anni) di entrare in ruolo, con stabilizzazione dei precari. Tema, quello del concorso, che ha generato qualche malumore tra gli insegnati presenti. «Dopo 10 anni di insegnamento - spiega Margaret Candura, insegnante di educazione tecnica di seconda fascia - ci ritroviamo a fare un concorso nonostante gli anni di servizio e l'abilitazione, un percorso spesso impegnativo, simile ad un master. Un concorso a cui non è detto si vinca tutti».

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