Addio Costanza Algranti, l’artista del riciclo geniale
Livornese doc si era trasferita a Milano dove aveva aperto il suo laboratorio diventando subito famosa e richiestissima
LIVORNO. Lo ha deciso lei, organizzando tutto nei minimi particolari prima di andarsene per sempre, come avrebbe dovuto essere l’ultimo saluto a tutti quelli che le hanno voluto bene, un mare di bene e di stima. «Perché lei era così - la ricorda il fratello Giorgio - una persona positiva, efficiente, che non voleva pesare su nessuno...».
Addio a Costanza Algranti, 54 anni da compiere a giugno, una ragazza degli anni Sessanta che partita da Livorno con una valigia piena di determinazione, gioia e soprattutto talento, ha trasformato questo bagaglio in arte e celebrità. Tanto che le sue opere, oggetti di design, mobili soprattutto, realizzati con materiale riciclato (legno, metalli, ciottoli, cianfrusaglie trovate in cantine e magazzini...) sono richieste in tutto il mondo. Per ben tre volte il Times le ha dedicato la terza pagina (e la rassegna stampa è infinita), tra i suoi clienti ci sono tanti vip ma anche persone semplicemente incantate dalla sua vulcanica creatività.
La famiglia, una famiglia storica nel campo assicurativo portuale livornese, i fratelli Giorgio (che è anche attore) e Gabriele, la mamma, gli amici più stretti di Livorno e Milano in questi ultimi tre anni, da quando la malattia si è fatta più cattiva, le sono sempre stati vicini tutelando però al massimo la sua privacy. E particolarmente vicina, restandole accanto giorno e notte, in nome di un’amicizia meravigliosa, le è stata Annamaria, “Cicci” per la famiglia Algranti che ci tiene tanto ad esprimerle una riconoscenza infinita.
«Cicci fa parte della famiglia, abbiamo acquistato una sorella» dice commosso Giorgio mentre con una tenerezza struggente racconta gli ultimi mesi di vita della sorella, ringrazia l’Istituto Europeo di Oncologia e l’oncologo Pier Francesco Ferrucci, un’altra eccellenza livornese trapiantata a Milano, un altro amico di Costanza che non l’ha mollata un attimo in questo duro percorso «che la grande umanità e competenza del personale delle cure palliative di Milano ha reso sopportabile per lei e per noi». Alla fine Costaza ha dovuto capitolare ma con la consapevolezza che il suo spirito libero, la sua essenza, resteranno nelle sue opere e nella memoria di chi l’ha amata e apprezzata.
Il saluto, l’ultimo saluto, sarà quindi più un incontro che un funerale, un momento di raccoglimento. Stamani (martedì), nel suo laboratorio milanese di via Pepe si incontreranno con i parenti gli amici e i compagni di lavoro. Anche Paolo Virzì, suo amico di vecchia data, ha promesso che farà di tutto per esserci.
Ma Costanza ha pensato anche alla sua Livorno, dove ha trascorso metà della sua vita (è stata anche campionessa e nei circoli labronici nsegnante di tennis) e dove tornava spessissimo per stare con la famiglia (il padre è scomparso qualche anno fa) e per godersi i tramonti e i libecci che non hanno mai smesso di mancarle mentre qualche tempo fa ha anche tenuto una mostra delle sue opere intitolata “Isola Bella” alla Galleria 70mq. Nei prossimi giorni, appena le ceneri (Costanza aveva chiesto di essere cremata) saranno consegnate alla famiglia e giungeranno a Livorno si svolgerà nella chiesa di San Jacopo una cerimonia non religiosa alla quale potranno partecipare tutti quelli che la vogliono salutare per l’ultima volta, prima che le ceneri vengano disperse nel suo amatissimo mare.
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