Il Tirreno

Livorno

Presa per il collo e rapinata: è il secondo colpo in due giorni

di Federico Lazzotti
Un posto di blocco dei carabinieri a Antignano
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Un posto di blocco dei carabinieri a Antignano

Livorno, prima dell’aggressione all’Ardenza un’altra donna derubata a Antignano: «Mi ha strappato la collanina sull’uscio di casa, pensavo di morire»

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LIVORNO. «Mi ha aggredito alle spalle mentre stavo rientrando a casa, aprivo l'uscio e ho visto quel ragazzo solo all'ultimo, con la coda dell'occhio: deve avermi seguita. Forse era insieme a quell'altra signora elegante, vestita con un completo scuro, che pochi minuti prima mi ha chiesto un’indicazione. Se ci ripenso mi torna la paura: mi ha preso per il collo, ho ancora i segni rossi, e mi ha strappato il girocollo d'oro. Era un regalo di mio marito per l'anniversario. Sa, qualche anno fa mi hanno operato di cuore, mi è presa una tachicardia che ho pensato di morire d’infarto».

A parlare è la vittima numero due della banda dei rapinatori che da una settimana sta mettendo a segno colpi simili tra i quartieri di Ardenza e Antignano: seguono una signora che cammina da sola e la derubano strappandole il gioiello che porta al collo.

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Giovedì pomeriggio intorno alle 18 è successo in via Giulio Cesare Vinzio, a due passi da via del Mare, ma due giorni prima lo stesso piano criminale era andato in scena in via della Fornaci, la strada dall’Aurelia porta al moletto di Antignano. Sempre alla stessa ora, intorno alle 17,30. «Quando venerdì ho visto l'articolo sul giornale - racconta la signora, 65 anni - mi sono detta: questi sono gli stessi che hanno rapinato me. E allora vorrei cercare di mettere in guardia tutte quelle donne che magari per gentilezza e carineria se vengono fermate per strada da uno sconosciuto che chiede informazioni rispondono. A loro dico: state attente». Quello che è successo tra via dei Bagni, il viale di Antignano e via delle Fornaci, è un misto di pianificazione, scaltrezza e un pizzico di fortuna.

«Sono uscita intorno alle 17 - va avanti la donna - ricordo l'orario perché a quell'ora prendo la medicina per il cuore. Ho fatto alcune commissioni e sono tornata a casa. Arrivata all'inizio di via delle Fornaci mi sono sentita chiamare da una signora che era a metà della strada. Mi ha chiesto come arrivare in piazza di Antignano, le ho risposto. Credo che vicino a lei ci fosse un uomo, ma per lo spavento che ho avuto dopo, di quell'episodio ho un ricordo confuso».

Chiaro, invece, nella sua memoria ciò che è avvenuto subito dopo: «Ho aperto il cancello di casa e sono entrata nel cortile - va avanti - credo che il mi aggressore mi abbia seguita, prima nel cortile e poi fino alla porta di casa. Poi è entrato in azione. Ricordo solo che indossava un paio di pantaloncini corti e una maglietta rossa. Secondo me sono anche stata fortunata perché quando ho aperto la porta c’era la luce accesa, mio marito era in casa: ho urlato il suo nome. Credo che il rapinatore si sia spaventato a abbia avuto solo il tempo di strappare la catenina e fuggire, se non ci fosse stato nessuno a casa non voglio pensare cosa sarebbe successo».

Dicevamo della fortuna. «Un attimo dopo è arrivato mio genero - ricorda - ma dalla parte opposta. Quando gli ho detto la direzione dove era scappato ormai era tardi». La denuncia della donna è stata raccolta dai carabinieri. «Mi hanno anche mostrato alcune foto, ma tra quelle non ho riconosciuto chi mi ha rapinato».

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