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Livorno

Moby prince

Moby Prince: 140 rose toccano l'acqua per la 25ª volta. Grande partecipazione dei livornesi al corteo - Video

di Andrea Scutellà
Moby Prince: 140 rose toccano l'acqua per la 25ª volta. Grande partecipazione dei livornesi al corteo - Video

Giornata dedicata alla più grande strage della storia della marineria civile. In mattinata messa in Fortezza e inaugurazione della scultura "Koningin Juliana". Nel pomeriggio il saluto del sindaco e la grande manifestazione dei parenti delle vittime. Nogarin: "Fu una strage"

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LIVORNO. Centinaia di persone in corteo per chiedere verità e giustizia per il Moby Prince. Anche Loris Rispoli, presidente dell'associazione 140, ha ringraziato la città di Livorno per la sua risposta nell'anno del 25° anniversario. Alla consueta lettura dei nomi delle vittime è seguita la deposizione delle rose in mare. Presenti per tutto l'arco delle celebrazioni, che si sono tenute dalla mattina alla sera, il presidente della commissione d'inchiesta al Senato Silvio Lai e alcuni membri. C'era anche una delegazione dei parenti della strage di Viareggio che lottano contro la possibilità che alcuni capi d'accusa, nel processo che li riguarda, siano prescritti. Il fronte delle stragi si chiude con quella dell'amiato a Casal Monferrato.

Nogarin: "Fu una strage". Il sindaco Filippo Nogarin durante il suo discorso è tornato a pronunciare la parola "strage". "Io mi trovavo in servizio alla Pubblica Assistenza e fui tra i tantissimi volontari che intervennero sulla banchina quella notte - ha ricordato -. Se chiudo gli occhi, posso ancora sentire le interminabili sirene che riecheggiavano dappertutto, l’odore tossico di petrolio e di fumo, un senso di angoscia e impotenza". Proprio la Pubblica assistenza ha inaugurato la nuova ambulanza, la numero 140, dedicata alla tragedia. Un impegno che porta avanti dal 1991: è il quinto veicolo che entra in servizio. Nogarin ha proseguito: "Ci hanno raccontato che nessuno è responsabile della strage del Moby Prince - ha detto il sindaco - Nessuno è prima di tutto un’offesa immonda alle vittime, ma è anche uno schiaffo in pieno viso ai loro familiari, inflitto da 25 anni a ognuno di loro. 300 mesi, 9.125 giorni, 219 mila ore di schiaffi violenti, inferti senza pietà a chi ha già subito la disgrazia di perdere su quel traghetto un pezzo della propria vita".

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La fiducia nella commissione d’inchiesta. “Speriamo che questo sia l’ultimo anniversario senza verità”. Sono parole importanti quelle pronunciate dal presidente della commissione d’inchiesta del Senato sul Moby Prince Silvio Lai, durante le celebrazioni per il 25° anniversario della più grande tragedia della marineria dal dopoguerra ad oggi. Lai è stato inviato dal presidente del Senato Pietro Grasso in sua rappresentanza. L’ex magistrato ha mandato anche una corona di fiori che è stata posta davanti alla scultura inaugurata in Fortezza, la "Koningin Juliana". “La commissione ha iniziato 3 mesi fa – ha spiegato Lai - e pensiamo di aver fatto una parte di lavoro che ha consentito soprattutto a chi era all’oscuro della vicenda di approfondirla e venire a conoscenza del percorso giudiziaria. Durante il primo anno vorremo aver sciolto i nodi di quello che è successo durante quella notte: soccorsi, impatto, dinamiche interne al Moby prince. Per questo penso che il 10 aprile dell’anno prossimo avremo elementi che ci consentano di dire che questo è stato l’ultimo anniversario senza verità”. Parole di incoraggiamento ai lavori della commissione arrivano anche dai presidenti delle associazioni dei parenti delle vittime Luchino Chessa e Loris Rispoli.

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Mattinata in Fortezza: inaugurata la "Koningin Juliana" . Dopo la messa celebrata dal vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti alla Fortezza Nuova  - che dopo aver sottolineato che nessuno restituirà ai parenti i propri cari ha detto: “Però il dolore è grande e almeno sapere perché potrebbe attenuare la sofferenza” – è stata inaugurata la scultura “Koningin Juliana” dell’artista Federico Cavallini, in ricordo delle 140 vittime del disastro. “Risentire questi colpi mi ha ricordato quella notte e quelli che potevano essere le botte che loro hanno dato in attesa che qualcuno li andasse a soccorrere”, ha spiegato Loris Rispoli dopo il taglio del nastro della “Koningin Juliana” – il primo nome del Moby Prince – a Silvio Lai e al sindaco Filippo Nogarin. I colpi a cui si riferisce sono 140, come le vittime, e ricoprono tutta la scultura. È stato attivato anche un audio che riproduce il momento in cui l’artista ha battuto il ferro da imbarcazione di cui è fatto il cubo, che da un lato ricorda la prua della nave, dall’altro è una scatola-contenitore che nasconde la verità. “Richiama il traghetto che ci hanno scippato. Averlo portato a rottamare in Turchia io la ritengo un’altra offesa”, spiega ancora Rispoli, che durante l’inaugurazione si è commosso a più riprese. “Rabbia e disperazione”, invece, sono le emozioni che ha provato Luchino Chessa durante l’installazione del monumento. “È molto bello – spiega – dà delle sensazioni molto forti”.

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