Il presidio
L’ex terzo ufficiale Rolla: colpa della nebbia
«Dopo 25 anni penso di avere scontato moralmente le mie pene. Mi piacerebbe essere stato ricordato per altro ma non ho nessuna responsabilità e desidero essere dimenticato». Dopo quasi un quarto di...
«Dopo 25 anni penso di avere scontato moralmente le mie pene. Mi piacerebbe essere stato ricordato per altro ma non ho nessuna responsabilità e desidero essere dimenticato». Dopo quasi un quarto di secolo di silenzio, Valentino Rolla, ex terzo ufficiale della petroliera, assolto al processo per la tragedia, accetta di ricordare con l'Ansa la sera della sciagura. «Oggi come allora – dice – non ho nessuna difficoltà a sostenere la mia teoria, io c’ero e so perfettamente quello che successo: una nave ci venne addosso per colpa di un banco di nebbia».
Il comandate dell'Agip Abruzzo, Renato Superina, riferì anche di avere saputo da Rolla che «sul radar si era notato il pericoloso avvicinamento di una nave». All’inizio disse lui al comandante che forse poteva essere una bettolina a urtarci: dice di esser stato tratto in inganno dal fatto che il Moby avesse i cappelloni di prua (luci di manovra, ndr) ancora accesi. Superina lo disse via radio. «Successivamente – spiega – quando la nave ci sfilò sul lato dritto capii che era un traghetto ma non so perché non fu riferito subito. Stavamo vivendo una situazione molto concitata e pensavamo a mettere in salvo la nostra unità navale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google