Italia
Il Tar dà ragione all’Authority «L’interesse pubblico prevale»
Respinta (con ragioni anche di merito) la richiesta di sospensiva di Scotto-Neri per i traffici Cotunav I giudici amministrativi bocciano anche l’istanza di Lucarelli. Duello sulla definizione di “merci varie”
LIVORNO. A rigor di forma, non è altro che lo stop con cui il Tar ha respinto al mittente una doppia richiesta di sospensiva di due “no” dell’Authority relativamente al Molo Italia: l’uno al Lucarelli Terminal che voleva ottenere l’affidamento provvisorio di aree sulla banchina nord per far fronte all’arrivo della terza nave della Tirrenia (troppo piccolo il terminal attuale); l’altro al terminal Scotto-Neri (e all’agenzia Austral) che invece sul lato sud lo spazio ce l’ha già e vorrebbe utilizzarlo per il traffico merci della compagnia tunisina Cotunav rappresentata da Austral.
È soprattutto su quest’ultimo che si concentra l’attenzione del “fronte del porto”: se l’ordinanza relativa al caso del terminal dell’ex bomber amaranto rinvia all’esame successivo perché troppo generiche le argomentazioni, al contrario nel braccio di ferro sul traffico di Cotunav i giudici amministrativi mettono nero su bianco motivazioni che sembrano andare oltre la semplice argomentazione dell’altolà alla sospensiva e, in certo qual modo, entrano già nel merito.
Il Tar pone l’accento su due aspetti. L’uno riguarda la definizione di “merci varie”: guai a crederlo una sorta di categoria-cacciucco entro il quale far finire di tutto di più, un ombrello che valga come una autorizzazione a fare qualunque tipo di traffico. L’altro è relativo al valore del Prg portuale: le previsioni applicate dall’Authority «corrispondono a interessi pubblici rilevanti e non vi sono ragioni per non ritenerle vincolanti». Ancor più esplicitamente: tali «interessi al buon governo del porto appaiono superiori rispetto agli interessi privati delle ricorrenti».
IL GIUDIZIO DI GALLANTI
Non è un caso che dalla sede dell’istituzione portuale, si canti vittoria. Al commissario Giuliano Gallanti l’ordinanza del Tar offre il destro per mettere i puntini sugli “i”: «Prima di tutto, il concetto di merci varie non ricomprende i rotabili; in secondo luogo, alle previsioni del piano regolatore corrispondono interessi pubblici ritenuti dal Tar vincolanti e superiori agli interessi dei privati». Con il bollo tondo della giustizia amministrativa.
Del resto, nel brindisi di Natale l’avevano detto proprio i vertici dell’Authority che la zonizzazione sarebbe diventata il problema dell’anno. Però la sentenza del Tar mette nelle mani di Palazzo Rosciano non solo un potere decisionale ma anche una responsabilità da esercitare: non ci sono alibi, è la giustizia amministrativa a mettere nelle mani dell’Authority le chiavi per agire.
EFFETTI SULLA “GUERRA”
È da capire ora quali conseguenze questo passaggio giudiziario avrà sulla “guerra dei ro-ro” che nei mesi scorsi aveva infiammato le banchine livornesi. È vero che resta lo scontro fra Onorato e Grimaldi a livello nazionale ma l’altolà a Scotto-Neri evita che si aggiunga un quinto operatore fra i ro-ro, cioè camion e rimorchi spediti via mare. Non solo: dopo il passaggio a Sintermar 2 delle aree ex Seatrag, sembra esserci stata una svolta nel clima in Darsena Toscana fra gli utilizzatori dell’accosto 14/F e la Tdt, mentre in passato non erano mancate gomitate e carte bollate.
LA REPLICA DI AUSTRAL
Tornando al caso Cotunav-Scotto, va detto che l’Authority si è sempre lamentata di aver ricevuto comunicazione dello spostamento del traffico Cotunav da Ltm a Scotto-Neri solo a cose fatte, praticamente poche ore prima dell’arrivo della nave. Peraltro nella documentazione presentata al Tar una segnalazione di Austral sembra ribaltare quanto dice Palazzo Rosciano: li avevamo avvisati in via informale prima di firmare il contratto. Dal quartier generale dell’Authority si replica così: l’avviso informale era davvero molto informale, un’idea alla quale non sono seguite né conferme né comunicazioni fino all’ultimissimo momento.
Tutto era cominciato quando la compagnia tunisina – «cliente storico del porto di Livorno», come ricorda la nota dell’Authority – ha deciso di smettere di servirsi della Ltm guidato da Renzo Conti, che era stato fino ad allora il proprio terminal di riferimento.
Austral l’ha motivato con il bisogno di un servizio più complesso che includesse anche i contenitori (8mila teu annui): un aspetto decisivo perché, da un lato, solo Scotto-Neri aveva l’attrezzatura adatta e, dall’altro, l’agenzia marittima ha ritenuto che questo mix fra camion, rimorchi e container facesse scattare la catalogazione come “merce varia”.
LE RAGIONI DI LTM
Al contrario, di fronte ai giudici amministrativi, da parte di Ltm si replica che all’origine del passaggio non ci sono mutate esigenze del cliente bensì la richiesta del terminal di un adeguamento tariffario (sembra di capire nell’ordine del 5%) al quale inizialmente Austral ha detto sì ma senza poi negoziare una nuova tariffa. Salvo apprendere poi che nella prima metà di gennaio le navi Cotunav avevano preso a fare scalo al molo Italia. E i container? Non erano che il 10% del traffico, al quale comunque Ltm dice di aver dato risposta con la gru mobile ottenuta da Lorenzini (cosa contestata da Austral che invece voleva un terminal che avesse una gru propria).
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