Il presidio
Colline, l’assemblea contro le strisce blu
Residenti e commercianti riuniti al circolo Pd. E c’è anche chi chiede un referendum di zona
LIVORNO. Fronte comune tra residenti e commercianti di Colline contro il progetto del Comune di realizzare stalli blu in via di Salviano e in piazza Damiano Chiesa. È quanto è emerso durante l’assemblea pubblica sul futuro del quartiere organizzata mercoledì sera dal circolo Pd di Colline. Presenti, oltre al segretario del circolo Piero Tomei, il capogruppo Pd Pietro Caruso, e il segretario comunale Federico Bellandi.
Durante l'incontro sono stati toccati vari temi come la mancanza di spazi per la sosta, parcheggi a pagamento anche per i residenti, centro commerciale naturale in pericolo. «Vogliamo che la comunità di Colline resti unita – dice Tomei – No ai parcheggi a pagamento, è necessario trovare spazi per i residenti che non devono pagare, posteggi a rotazione veloce per i commercianti». Queste proposte, dice ancora Tomei, verranno raccolte dal gruppo Pd che si farà carico di portarle in consiglio.
«Siamo preoccupati – aggiunge Tomei – perché il quartiere si trova a subire trasformazioni. Sentiamo dire che ci sono progetti imminenti, ma avvertiamo una latitanza di condivisione, di partecipazione dei cittadini». Preoccupazioni arrivano anche per Esselunga. «Sono convinto – prosegue Tomei – che ci sia un disegno preciso su Colline: l'ospedale rimarrà dov'è, un supermercato nascerà, portando ulteriori problemi di viabilità: dati del Comune parlano di 54 mila mezzi che transitano dall'Aurelia. Un grande magazzino di 7500 metri che non sappiamo che impatto avrà. Il commercio di vicinato va tutelato, crea sicurezza».
Molti commercianti sono intervenuti dicendo no agli stalli a pagamento. Il presidente del centro commerciale naturale, Dario Ceccarini, è intervenuto spiegando su quali basi è stata raggiunta la tregua con l’assessore alla mobilità subito dopo la protesta di pochi giorni fa. «La situazione dei parcheggi – ha ripetuto – ci preoccupa. Per ora siamo riusciti ad avere la prima mezz'ora a 20 centesimi, in maniera che la rotazione, dal punto di vista commerciale, ci sia». Ceccarini spiega che si tratta di un progetto sperimentale che durerà un mese, poi è previsto un nuovo incontro con il Comune. «Abbiamo riproposto – aggiunge – lo spostamento dei bus da via di Salviano a via Don Bosco, in modo da creare una settantina di posti in più in via di Salviano. Ci è stato riposto che allungare una linea dell'autobus, la numero 8, costa 121 mila euro l'anno. Vece ha detto che sarà necessario fare un approfondimento per capire se ci possono essere disagi».
Ma l'ipotesi di spostare i bus in via Don Bosco non piace a tutti. «L'allungamento delle linee – ripete Luciano Chilici, residente – abolirebbe la certezza degli itinerari». Dai residenti sono arrivate anche altre proposte. «Facciamo una specie di referendum di zona – dice Maurizio Martelloni, residente – per capire chi è favorevole o meno al pagamento del parcheggio». Marco Cavicchi, vicepresidente Arci Colline, propone di «fare una trasfusione di posti auto, 50-60, in via Anna Frank». Da Pietro Caruso arriva invece l'invito all'unità di intenti. «L'incontro con l'amministrazione – dice – doveva essere successivo al confronto tra residenti e commercianti».
«La prima cosa – conclude Caruso – è partire uniti contro i parcheggi a pagamento». «Noi commercianti – risponde Ceccarini – non abbiamo mai pensato di decidere il futuro del quartiere. Siamo anche noi residenti, e con i residenti ci mangiamo».
Rosanna Harper
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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