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Livorno

Fine di Schengen, un pericolo incombente

Fine di Schengen, un pericolo incombente

In Fortezza Vecchia il convegno del Propeller club sulla salute dell’accordo stilato nel 1985

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LIVORNO. Cosa succederebbe in Italia e in Toscana se la zona di libera circolazione si dovesse sgretolare?

L’International Propeller club ha organizzato un convegno alla Fortezza vecchia per rispondere a questa domanda. «È un argomento interessante anche perché mette in relazione il porto con l’aeroporto di Pisa», ha detto il sindaco Nogarin introducendo l’argomento.

Sempre più paesi, oggi, ripristinano i controlli alle frontiere. «La fine di Schengen è un pericolo incombente - ha detto Giovanni Bonadio, presidente della Logistica Toscana - a cui potremmo rimediare solo aumentando la competitività». Il ripristino dei controlli sarebbe il problema dei problemi per il traffico aereo. «Nel 2015 a Pisa sono arrivate 1,4 milioni di persone da aeroporti nazionali, 1,3 milioni fuori dall’area Schengen e 2 milioni dall’interno. Oggi controlliamo il 28% dei passeggeri, con l’interruzione dell’accordo passeremmo al 70%», spiega Pietro Sammataro direttore dell’aeroporto di Pisa, che, nell’era Schengen, ha quadruplicato i suoi viaggiatori.

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