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Le case sono vuote gli affitti troppo cari e la gente non ce la fa
LIVORNO. «Io so che significa avere bisogno. Sono nato nel ’39, ho vissuto la guerra e l’indigenza e la notte andavo a dormire con acqua e zucchero sullo stomaco. Penso che tutti abbiano diritto a...
LIVORNO. «Io so che significa avere bisogno. Sono nato nel ’39, ho vissuto la guerra e l’indigenza e la notte andavo a dormire con acqua e zucchero sullo stomaco. Penso che tutti abbiano diritto a due pasti al giorno». Don Luciano Musi è lo storico parroco di Coteto, inventore delle “Ronde della carità” e di una struttura di volontariato che è l’unico presidio del quartiere.
Com'è iniziata la vostra ronda?
«Era la notte di Natale di 25 anni fa, a un certo punto dell'omelia dissi che non potevamo chiacchierare soltanto e dal giorno dopo siamo partiti con la prima ronda. Con calma: abbiamo iniziato con le bevande calde. Oggi portiamo 100 cene ogni sera e facciamo tre fermate».
Avete notato un incremento di persone che si rivolgono a voi negli ultimi tempi?
«Molto: ci sono più famiglie livornesi, soprattutto in piazza del Luogo Pio. Non sono solo senza tetto, ma magari anche persone che attraversano situazioni particolari, alcuni dormono in macchina».
Fate altre attività oltre alla ronda?
«Assistiamo circa tremila persone con pacchi di viveri e vestiario. Teniamo anche un registro. C'è una struttura di 120 volontari in parrocchia. Ci sono gruppi che selezionano e distribuiscono i vestiti, abbiamo una stanza soltanto per le scarpe. E non si butta via nulla: gli abiti troppo deteriorati li facciamo smaltire a un cenciaio di Prato. Ho abolito la questua durante le messe e ho istituito una processione offertuale. Le persone vengono direttamente con le cose da donare. Ogni mese, poi, facciamo il banco alimentare parrocchiale e lì vengono a donare da tutta Livorno».
Le istituzioni hanno mai sostenuto i vostri progetti?
«Il Comune non ci ha mai aiutati, né l'amministrazione precedente, né quella attuale. Anzi, spesso siamo stati offesi. Ci hanno detto che sporcavamo la città, soprattutto in piazza Damiano Chiesa e in piazza Grande. Anche tra le altre parrocchie c'è chi non ci vede bene, gli unici che ci aiutano sono quelli del Rosario. Per prima cosa il comune dovrebbe garantire gli alloggi. Ci sono tanti sfrattati, ma ci sono anche case vuote: è che a Livorno gli affitti sono troppo cari. La Chiesa subentra dove le istituzioni non sono presenti. Il Papa fa bene a dare schiaffi morali a destra e sinistra, perché oggi in politica si chiacchiera e si dorme». (a.s.)
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