Dopo le pulizie al Nautico: «Al primo che sporca diamo un rullo in mano»
Parlano gli studenti-imbianchini che hanno ripulito le aule «Iniziativa che responsabilizza, peccato che tanti non abbiano partecipato»
LIVORNO. «Ora alla prima persona che sporca i muri gli diamo un rullo in mano e lo mettiamo a ripulire», non ha dubbi Matteo Ruiu, 19 anni. Il suo lavoro di imbiancatura delle aule dell’istituto Nautico, insieme a quello di altri compagni di classe e non, vale oro e va rispettato. Il piccolo esercito di studenti-imbianchini è fiero di aver contribuito a ripulire dalle tante scritte sui muri le aule di quella scuola che tutti i giorni frequentano.
Pennelli, rulli, giornali e teli per coprire banchi e cattedre: si portano tutto da casa. Per le tinte, nei giorni scorsi, ragazzi e docenti danno un euro a testa: il ricavato va nell’acquisto delle pitture. «E’ un modo per responsabilizzarci - continua con orgoglio Davide Volpi, 20 anni - Direi che ha fatto effetto e ci dispiace che molti ragazzi, soprattutto delle prime classi, non abbiano partecipato a questa iniziativa».
L’idea, lanciata nei giorni scorsi dalla fiduciaria dell’istituto, Laura Palamidessi, aveva proprio questo di obiettivo: responsabilizzare i ragazzi. «I ragazzi sono migliori di come spesso vengono dipinti - afferma - Quando li responsabilizzi, magari prendendoci noi adulti qualche piccolo rischio, si ottengono grandi risultati come questo».
La proposta trova il consenso dei rappresentanti d’istituto. Venerdì è il giorno dell’assemblea: partecipare “alle pulizie pasquali” è volontario. Per studenti e docenti. Qualcuno non è d’accordo e dopo la prima ora decide di andar via. Restano i ragazzi più grandi. Che sono quelli più affezionati alla scuola. «Dare 1 euro non ci è pesato per niente - conferma Gabriele Torsa, 17 anni, rappresentante d’istituto - Si tratta di un momento di aggregazione che rafforza il valore di questa scuola».
Un giro per le classi. Nei corridoi l’odore di tinta fa da apripista sulle aule “ripulite”.
«Abbiamo tolto e rimesso quadri e dipinto anche dietro le lavagne - continua il 18enne Lorenzo Colombo - Non è stata una fatica, in un’ora abbiamo fatto tutto».
L’aula 13 è quella artistica. Invece del classico colore bianche, le pareti vengono tinte di azzurro. Con alcune decorazioni. Qualche ragazzo è dipinto in faccia, altri sui pantaloni della tuta. Tutti portano i segni della mattina di pittura. Soprattutto ognuno dei protagonisti è d’accordo su un punto: «Da ora in poi se vediamo qualcuno che sporca i muri, diremo chi è stato: basta con l’omertà di classe», chiudono.
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