Il Tirreno

Livorno

Una città che fa il tifo contro se stessa

di Alessandro Guarducci
Una veduta panoramica di Livorno e del porto
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Una veduta panoramica di Livorno e del porto

Il commento: sono passati quasi due anni dal voto amministrativo, ma a Livorno si vive sempre in un clima  da campagna elettorale

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Sono passati quasi due anni dal voto amministrativo che ha segnato il passaggio di consegne tra Pd e M5S alla guida del Municipio eppure a Livorno si continua a vivere in un clima di perenne campagna elettorale. Da una parte ci sono i sostenitori pentastellati che, di fronte a qualsiasi difficoltà, non perdono l'occasione per accusare i piddini delle scelte compiute nel passato per poi autoassolversi da qualsiasi responsabilità maledicendo quella sgradita eredità che considerano la madre di tutti i mali della città. Dall'altra ci sono i sostenitori del Pd che invece, dimenticando di aver amministrato la città per decenni (come Pci, Pds e Pd), contestano qualsiasi mossa della nuova giunta accusando spesso e volentieri i grillini di superficialità e di incapacità. E questo capita tutti i giorni, dalle cose più banali alle questioni più importanti.

C'è per caso una buca in una strada? Invece di sollecitarne la riparazione, c'è subito chi attacca: «C'era già ai tempi di Cosimi. È colpa sua se la città è ridotta così…». E dall'altra parte rispondono. «No, non è vero. È che Nogarin non riesce a far tappare le buche nelle strade». E così la sterile sfida tra le due opposte tifoserie va avanti - perché entrambe le fazioni vogliono aver ragione - e si finisce col perdere di vista ciò che invece tutti dovrebbero avere più a cuore, cioè il futuro di Livorno.

Una città che rischia di essere la vera sconfitta di questo derby che pare avere tutte le intenzioni di trascinarsi - senza esclusione di colpi - fino alle amministrative del 2019. Ne sono prova le vicende riguardanti il porto e l’Aamps. Com’è noto ai lettori del Tirreno, pochi giorni fa la Banca Europea ha ufficializzato un finanziamento di 90 milioni all'Autorità Portuale. Una buona notizia per Livorno, eppure sono stati in molti a tentare di sminuire la portata di questa operazione. «È un mutuo, non un investimento...», è stato il ritornello sui social proveniente dall’area riconducibile ai simpatizzanti dei 5 Stelle. Già, ma come tutti sappiamo, i mutui e i prestiti - come quando si acquista una casa - vengono erogati solo a soggetti affidabili che presentano progetti con garanzia di riuscita... Ma non basta. C’è chi si è spinto oltre: «Visto? Dovevano arrivare centinaia di milioni per la Piattaforma Europa e invece ne hanno concessi solo 90...». E giù commenti poco lusinghieri su questa Autorità Portuale che viene identificata più o meno come una sezione del Pd. Eppure sarebbe bastato leggere le prime righe della notizia: quei soldi servono a finanziare le opere inserite nel Piano triennale degli interventi in porto, a partire dall’escavo dei fondali prospicienti la Darsena Toscana. La piattaforma Europa non c’entra proprio nulla, è tutta un’altra partita.

E veniamo all’Aamps. Subito dopo che il Tribunale ha dichiarato ammissibile la richiesta di concordato preventivo in bianco, numerosi cittadini “vicini” al Pd (o comunque contrari ai grillini) si sono lasciati andare a commenti in cui dichiaravano apertamente una terribile speranza: la fine di Aamps. Proprio così. «Non è ancora finita, i creditori possono sempre dire no alla proposta...»: questo più o meno il tono di molti post su facebook, senza minimamente mettere in conto che a una simile eventualità seguirebbe il fallimento di Aamps con conseguenze terribili per tutti, dai dipendenti dell’azienda fino alle stesse ditte fornitrici. Entrambi i casi mostrano come il principale interesse - da entrambe le parti - sia la sconfitta dell’avversario, non il bene della città.

Pare quasi che si preferisca che le cose vadano male, pur di criticare e di attaccare il “nemico”. L’importante, insomma, è litigare. Invece ci sarebbe tanto bisogno che, almeno sulle partite più importanti, tutti tifassero Livorno senza distinzione di casacche. Dovrebbe essere una cosa normale. Invece qui non lo è. Purtroppo.

 

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