«Non c’entro nulla, quella notte ero a casa da solo»
LIVORNO. «Io e la moglie della vittima per cinque anni abbiamo avuto una relazione, ma è da gennaio che non ci sentiamo più. Se conoscevo il marito? Solo tramite Facebook. La sera di sabato 6...
LIVORNO. «Io e la moglie della vittima per cinque anni abbiamo avuto una relazione, ma è da gennaio che non ci sentiamo più. Se conoscevo il marito? Solo tramite Facebook. La sera di sabato 6 febbraio? Sono rimasto a casa. Ero da solo. No, non c’è nessuno che lo possa confermare, ma ricordo che i miei vicini avevano degli ospiti a cena, li ho sentiti chiacchierare fino a tardi. E prima? La sera precedente ero andato a ballare e sono rientrato tardi, quindi ho dormito più del solito, poi nel pomeriggio sono venuto a Livorno in macchina, sono stato all’orto e poi sono tornato a casa».
L’ex carabinieri indagato per la morte di Zviadi Khurtsidze, 40 anni, il cittadino georgiano ucciso con due coltellate in via Roma mentre tornava nel suo appartamento al numero 326 il 6 febbraio scorso, lunedì pomeriggio per quattro ore, ha negato di essere l’assassino. E ha ripetuto la stessa storia davanti agli investigatori che lo hanno interrogato.
Nessuna apparente esitazione, nemmeno sulla relazione extraconiugale, nessuna sospetta contraddizione nella ricostruzione del giorno del delitto. «La nostra storia - ha detto - non era un segreto per nessuno - ho conosciuto in questi anni anche i suoi parenti, ma era un continuo tira e molla».
Poi però gli agenti della squadra mobile e il pubblico ministero Gianfranco Petralia hanno fatto vedere all’indagato il video registrato in via Zambelli il giorno dell’omicidio nel quale sono convinti che sia lui, alle 19,05, a seguire il quarantenne che due ore e mezzo più tardi sarà trovato morto.
«Non sono io quella persona», ha ripetuto. Addirittura gli investigatori hanno sovrapposto la figura dell’indagato a quella della persona che pedina la vittima. E chi ha visto il video sostiene che postura e camminata siano molto simili.
All’ex carabinieri, durante le indagini sono anche sequestrati abiti e coltelli, in particolare un giaccone simile a quello che la figura che segue la vittima indossa, ma per il momento non ci sarebbe nessuna corrispondenza. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google