Italia
L’impegno in più è di 185.000 euro
Fasulo: trovati i soldi per Museo di Città, Goldoni e Mascagni Le opposizioni: troppo poco per puntare davvero sul settore
LIVORNO. La cultura tiene, e un po' si rilancia. È quanto emerso nella disamina dell'assessore Serafino Fasulo che ieri in commissione ha snocciolato le voci principali nel bilancio di previsione del suo settore, rispetto all'assestato 2015. Mantenuti gli impegni sia per il teatro Goldoni che per l'istituto Mascagni, i due maggiori capitoli di spesa in mano a Fasulo (1,3 milioni l'anno per il primo e 920 mila euro per il secondo, per tutto il triennio) si registra un incremento complessivo di circa 185mila euro, già nella previsione per il 2016, che deriva principalmente dagli investimenti per l'apertura del Museo della Città, e che vedrà la luce entro il 2017 – ha garantito l’assessore – pena il ritiro dei contributi europei.
«Sono contento che siano state trovate risorse per il Museo della Città – ha spiegato – anche se non era scontato e poteva essere un boomerang, perché restituire forse sarebbe costato di più».
Nella gestione del sistema museale e bibliotecario, che si traduce nei servizi esternalizzati (per i quali si sta andando a nuovo bando) si passa infatti da 1,3 milioni del 2016 ai 2,1 milioni previsti per il 2017 e il 2018, segnale che ci sono risorse per riaprire anche la Casa Cultura.
Riuscire a tenere aperte strutture che rischiavano di restare chiuse è già un successo per Fasulo, nella sfida di riempire di contenuti i contenitori che già ci sono, tipo l'ipotesi di organizzare visite guidate in sicurezza alle Terme del Corallo. È pure il caso dei Granai di Villa Mimbelli, che si sono aperti alle scuole, come luogo non solo da visitare ma di attività, e in cui i visitatori sono cresciuti da 2 presenze giornaliere a oltre 70-80, puntando sulla valorizzazione di iniziative locali e sui pittori del territorio.
Conferme poi per la Trossi Uberti (48mila euro all'anno) scuola d'arte che attiva corsi di pittura e scultura per un centinaio di iscritti di ogni età, considerata nella sua funzione sociale, mentre dei 60mila euro con cui la cultura organizza il proprio programma, 10mila andranno al Premio Rotonda, 20mila per il premio Ciampi e 10mila euro per la rassegna Eden. Nel frattempo si sta lavorando a un portale condiviso con gli assessorati del commercio e turismo per migliorare gli aspetti promozionali e concentrare ciò che può offrire la città.
Un incremento giudicato però poco convincente dalle opposizioni, almeno rispetto a quanto aveva annunciato Lemmetti nella commissione immediatamente precedente. Il primo colpo in questo senso lo assesta Mazzacca (Livorno Libera): «Sulla cultura questi investimenti importanti non li vedo e stando ai numeri mi aspettavo molto di più. Non trovo quelle risorse promesse da Lemmetti sullo sviluppo turistico della città. Vedremo sul turismo, ma qui mi sembra che non ci siano: un milione di euro in più in tre anni, considerando il fatto che buona parte va al museo della Città per un obbligo di legge, non mi sembrano gran cosa».
Stesse parole da Valiani (Lbm): «Lemmetti ci voleva stupire, ma vedendo le cifre sono rimasto a bocca aperta. Come si può puntare sulla cultura con 185mila euro in più rispetto al 2015?». Gli fa eco la bocciatura di Cannito (Città diversa): «In realtà non si vedono prospettive né per il Mascagni né per il Goldoni, e il resto delle spese sembra più una vetrina elettorale che non un cambio sostanziale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
