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Omicidio in Passeggiata, i commercianti: «È sempre così. E chi reagisce rischia»

La camionetta dell'esercito in Passeggiata dopo l'omicidio (foto Ciurca)
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La camionetta dell'esercito in Passeggiata dopo l'omicidio (foto Ciurca)

Viareggio: da salotto buono a luogo di paura. I titolari di negozi e attività raccontano la mutazione di una strada simbolo. Intanto, nella nottata è stato interrogato un uomo

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VIAREGGIO. «Già da un po’ si diceva che sarebbe finita così». Parole che fanno male quelle di Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Versilia, commerciante con una seri di negozi di articoli sportivi proprio in Passeggiata. Parole che arrivano dopo l'omicidio di un giovane di 26 anni. Parole che fanno male perché basta passeggiare tra il Molo e piazza Mazzini, compresa l’intera zona di piazza D’Azeglio per avere ben chiaro cosa accade giorno e notte nel cuore dello spaccio cittadino, quello che si svolge sotto gli occhi di tutti, senza nascondersi, tra i ragazzini seduti sulle panchine così come ai tavoli dei bar della Passeggiata.

LE REAZIONI

La scorsa estate alcune commesse avevano denunciato al Tirreno l’aggressione subita all’altezza di piazza Margherita da un giovane turista. Un vero e proprio pestaggio a margine della Passeggiata affollata. Nel corso dei mesi, e fino ad oggi, la situazione non è migliorata. Il personale in servizio dal terminal bus di piazza D’Azeglio ne vede di tutti i colori. Le chiamate a polizia e carabinieri arrivano giornaliere, quando un paio, quando di più. Gli autisti, se il fine turno è a sera fatta, attendono che le colleghe salgano in auto, anche a costo di ritardare di qualche minuto l’ultima partenza.

“Scusa...che fai? Hai bisogno?”: sono appena le 22 di una sera qualsiasi ed in piazza Margherita è il cronista ad essere avvicinato. Lungo il viale a Mare passa e ripassa la camionetta dei militari al servizio di “Strade sicure” che il Prefetto Giovanna Cagliostro ha voluto ancora in Versilia. Seguono auto della polizia di Stato e della Municipale. Ma il mercato dello spaccio in Passeggiata non ha paura e non chiude i battenti.

La scorsa estate - ricorda Bertolani - i commercianti hanno pagato il servizio di vigilanza privata. «Con l’auto che andava avanti e indietro nel passeggio serale le cose sono andate decisamente meglio sul fronte dei furti e delle aggressioni che subiamo». Nelle parole di Bertolani c’è la paura di tutti: «Può succedere a chiunque...Rincorri uno che ha preso qualcosa in negozio e ti ritrovi il coltello nella pancia. L’altro giorno mia moglie ha dato un calcio ad un uomo che ha trovato a rubare ed io le ho detto di non farlo mai più! Chissà quale sarebbe potuta essere la reazione...Questo ci spaventa».

L’assessore alla sicurezza, Maurizio Manzo, giovedì 10 è arrivato davanti all’Odeon poco dopo che l’omicidio si era compiuto. «Quello che è accaduto è gravissimo - commenta - ma da qui a dire che la Passeggiata è abbandonata, questo non me la sento proprio...Solo questo pomeriggio (giovedì 10 per chi legge, ndr) nella zona avevamo gli agenti della Municipale con una pattuglia in moto e due in auto. Senza contare gli interventi che tutti quanti facciamo, polizia e carabinieri, ma anche i vigili. E che sono davvero tanti. Certo, se mi dite che dovremmo essere di più dico anch’io che è così. Ma allora a Milano, e Roma, nelle grandi città non hanno anche lì bisogno di forze di polizia?». La storia è sempre la stessa: il lavoro quotidiano sull’infinito mondo degli “spaccini” che si va sempre più strutturando, se si pensa ai dieci chili di hashish trovati proprio in questi giorni dai carabinieri nelle mani - anzi nella valigia - di un solo magrebino. E l’altrettanto infinito e variegato mondo degli acquirenti. «Il problema nasce quando si arriva ad allontanarli dall’Italia», ricorda Manzo, oggi assessore ma ieri Questore. Ed è lo scoglio quotidiano sul quale vanno sbattere le operazioni di polizia in tutta Italia.

Dal fronte della politica cittadina arriva la voce di Rodolfo Salemi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale: «Il sindaco chieda immediatamente che il Comitato per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto si riunisca quanto prima nella nostra città e si promuovano iniziative a tutela della sicurezza dei cittadini».

LE INDAGINI

Sul fronte delle indagini nella serata di giovedì una persona è stata portato in commissariato per essere interrogata. Sarebbe stato ritrovato anche il coltello.

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