Il Tirreno

Livorno

Altre risse in Venezia con auto danneggiate

di Alfredo Faetti
Altre risse in Venezia con auto danneggiate

Residenti esasperati: «Non ne possiamo più di contare i danni»

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LIVORNO. «Vuole la verità? Se ero in affitto me ne ero già andato. Ma dato che questa casa l’ho comprata, mi tappo il naso e sopporto». Il tono con cui parla è sconsolato. «Mi raccomando, non dica chi sono - continua - L’ultima volta che ho fatto una denuncia pubblica mi hanno spezzato i tergicristalli della macchina». Stando al suo racconto, poi, pochi mesi gli avevano pure squarciato i pneumatici. «Non è semplice abitare nella Venezia» racconta il residente, facendosi portavoce di buona parte del quartiere. «Non è semplice perché ogni domenica mattina contiamo i danni». Usa termini da battaglia, quasi come se nelle lunghe notti del fine settimana sui ponti e lungo gli scali si consumassero scontri e distruzione. E in effetti un po’ è così. Anche il 6 marzo infatti, come ogni domenica mattina, ci sono i segni delle notti brave in Venezia. C’è il lunotto posteriore di un'auto ridotto in schegge di vetro, sparse ovunque sull’asfalto che corre lungo gli scali del Pesce.

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La proprietaria è una donna che lavora per un’azienda nell'empolese. Sarebbe dovuta andarci anche ieri mattina, ma ha dovuto chiamare il suo responsabile e spiegargli dell'accaduto. «Come posso arrivare ad Empoli senza il vetro dell'auto?» si chiede riassumendo tutto in questa domanda.

Cos’è accaduto lo raccontano i residenti stessi. «Alcuni ragazzi che hanno alzato troppo il gomito hanno dato vita alla solita rissa». Ci sono anche dei testimoni, che hanno raccontato ai carabinieri intervenuti a tarda notte di un parapiglia tra alcuni giovani (più o meno ventenni) culminato con la testa di uno di questi contro il lunotto: una botta abbastanza potente da incrinarlo. Ma quello che ha trovato la ragazza la mattina dopo non è il segno di una semplice rissa, perché il vetro è stato spaccato del tutto, fino ai bordi. «Forse sarà iniziata così - dice la proprietaria dell’auto - Ma dopo hanno infierito, perché io l’ho trovato completamente distrutto». Anche altre auto sono state danneggiate, con fiancate rigate, ma nessuna ha subito la stessa furia.

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Sono questi i segni della notte brava, della quale è difficile trovare i responsabili. Quando i carabinieri, allertati subito della rissa, sono arrivati sul posto non hanno potuto far alto che raccogliere le varie testimonianze: gli autori del parapiglia erano già fuggiti e nessuno ha dato indicazioni per rintracciarli.

«Non ne possiamo più» continuano i residenti, spiegando che questa mattina torneranno in Comune per discutere della questione movida a Venezia. «Abbiamo un appuntamento con l’amministrazione - spiegano - Noi non ce l’abbiamo con i locali in generale, ma con quelli che non fanno rispettare le regole. Sono questi i gestori da tenere sott’occhio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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