Il presidio
Impasse risolta, fra 6 mesi apre il secondo padiglione
Non c’è una data precisa ma è probabile che l’attivazione avvenga a settembre La conferma arriva dall’assessore regionale Stefania Saccardi al dibattito Pd
LIVORNO. È ancora presto per ipotizzare una data precisa, ma c'è una tempistica di massima. E una scadenza che, cronoprogramma alla mano, può essere fissata all'incirca tra sei mesi. Tanto manca all'apertura del secondo padiglione dell'ospedale, pronto (o quasi) dal 2011 ma ancora inutilizzabile, a causa del lungo contenzioso tra l'Asl e la ditta che si era occupata del restauro dell'edificio. Una vicenda, più volte denunciata dal Tirreno, che pare ora avviarsi finalmente verso una soluzione.
A confermarlo è stata l’assessore regionale Stefania Saccardi, durante il dibattito pubblico sulla sanità organizzato dal Pd. «Il contenzioso con l'azienda che aveva svolto i lavori – ha spiegato – è stato chiuso. Le attività nel cantiere riprenderanno a breve, l'obiettivo è inaugurare la struttura tra sei mesi». La tempistica è quella già stimata in passato: comprende circa due mesi per programmare la ripresa effettiva dei lavori, più quattro mesi per completare l'opera. Tradotto: a settembre il secondo padiglione potrebbe essere liberato da transenne e recinzioni per ospitare i primi pazienti.
Finalmente avrebbe una conclusione questa storia incredibile, con tanto di coinvolgimento della Corte dei Conti su un caso che, bene ricordarlo, ha a che fare con i soldi dei cittadini. Una battaglia, quella tra l'azienda sanitaria e la ditta Inso Spa, che ha creato un paradosso nel cuore del presidio di viale Alfieri: un padiglione ristrutturato in un ospedale con reparti disastrati, un edificio nuovo di zecca con infissi ultimati e ascensori pronti all'uso (e con i primi macchinari medici all'interno), eppure inaccessibile. Con le porte sprangate e la vegetazione incolta a dare un senso di degrado e abbandono nel cantiere.
I lavori al secondo padiglione, chiuso dal 2009 per problemi strutturali, erano cominciati nel 2010 per poi fermarsi nel giugno 2011: a poche settimane dal termine la Inso aveva comunicato all'Asl, allora guidata da Monica Calamai, la necessità di ulteriori 2,8 milioni di euro per una serie di spese sopraggiunte in corso d’opera. Spese che per l'Asl la Inso aveva sostenuto senza che fossero state concordate: da qui il contenzioso che ha privato i cittadini di un padiglione nuovo ma inutilizzabile.
L’estate scorsa l’allora direttore generale Eugenio Porfido aveva spiegato che il giudice aveva dato ragione all’Asl contro il ricorso della ditta Inso. Ora l’assessore Saccardi ha comunicato che anche il contenzioso è stato risolto. Così può partire il conto alla rovescia verso l’apertura del padiglione 2. «Sarà la direttrice generale dell'Asl Nord Ovest, Maria Teresa De Lauretiis – ha precisato Saccardi – a decidere quali funzioni trasferire nel reparto». È probabile che il nuovo edificio sia destinato a ospitare i pazienti di Medicina che oggi sono costretti a stare nel disastrato quinto padiglione.
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