Il Tirreno

Livorno

“Marzo Donna” contro la violenza

di Alessandro Farulli

Un mese di iniziative per sensibilizzare sul fenomeno: in città 100 casi in un anno

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Oltre cento casi di violenza domestica subita da donne nella nostra città in un anno. Quasi uno ogni tre giorni. E nel 90 per cento dei casi si tratta di «violenza assistita», ovvero compiuta davanti a bambini, quando non sono anche loro direttamente coinvolti.

Essere donna non è facile neppure a Livorno e stiamo parlando solo delle donne che si rivolgono al Centro di via Strozzi. I numeri e le considerazioni sono di Maria Giovanna Papucci, responsabile del Centro Donna del Comune di Livorno, emersi durante la presentazione dell’edizione 2016 di “Marzo donna”, organizzato assieme all’associazione Ippogrifo. “Riconoscere la violenza” è l'ultimo appuntamento in programma il 23 marzo - si comincia l'otto marzo alle 16 con “Due maestre di vita: Edda Fagni e Serenella Frangilli” - ma uno dei più importanti anche rispetto al tema centrale della rassegna.

Il mese di iniziative ha il titolo “Essere bambini e bambine a Livorno” partendo dallo studio e dalla testimonianza di due figure fondamentali in questo settore della storia di Livorno, quali appunto Edda Fagni e Serenella Frangilli. Ma anche Liliana Paoletti Buti, cui è dedicato proprio il centro donna, e che oltre a un’insegnante eccellente, è stata una femminista - come ha ricordato Paola Meneganti, presidente dell’associazione “Evelina De Magistris” - e grandissima appassionata di Elsa Morante. Alla grande scrittrice è dedicata l’iniziativa del 16 marzo «Morante la Luminosa» e, ha detto sempre Meneganti, come non ricordare quale esempio di violenza le prime pagine de «La Storia», dove la protagonista viene stuprata da parte di un militare tedesco?

Oggi le donne sono le prima a subire la crisi economica, soprattutto come madri, e subiscono violenza spesso dai familiari e anche sui luoghi di lavoro. «Riconoscere la violenza» è quindi molto importante, «infatti non siamo sole - ha ricordato Papucci - noi lavoriamo con i carabinieri, la questura, la polizia municipale, l'ospedale. Non è un caso che il seminario del 23 vedrà la presenza di Laura Adorni, come coordinatrice "Codice Rosa" zona livornese, ma anche Paola Riscaldati, ufficio minori questura Livorno, Elena Dagnini, medico pronto soccorso dell'ospedale di Livorno e Eleonora Gallerini, presidente ginestra federazione antiviolenza». Stella Sorgente, vicesindaco del Comune e assessore all’istruzione alle pari opportunità e all’associazionismo, ha detto che questa manifestazione ha la «volontà di riuscire a mantenere viva attenzione su questa figura di donna che vive nella società odierna, che vive anche nella crisi e che, se è pur vero che ricade su tutti, è quella che la subisce di più. Per questo serve tenere a memoria figure che hanno lasciato una traccia importante, come Edda Fagni e Serenella Frangilli, ma anche come Liliana Paoletti Buti».

Tutte le iniziative s svolgeranno al centro donna di via Strozzi 3.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera