Il Tirreno

Livorno

Scuola: l’hashish entra in classe e scattano più controlli

Alfredo Faetti
Un controllo dell'unità cinofila a scuola (foto d'archivio)
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Un controllo dell'unità cinofila a scuola (foto d'archivio)

I dirigenti scolastici denunciano l’aumento costante di stupefacenti tra gli studenti La Prefettura ha così suddiviso la vigilanza degli istituti tra le varie forze dell’ordine

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LIVORNO. In piccole quantità, nascosto dentro le tasche degli zaini e in quelle dei giacconi, pronto a saltar fuori durante la ricreazione oppure nelle assemblee di istituto. Parliamo di hashish, ma anche di marijuana: di droghe leggere insomma, diffuse e sempre più presenti nelle scuole livornesi. Nelle aule, nei corridoi, nei bagni e nei cortili: il crescendo di consumo dalle medie agli istituti superiori è ormai un fatto attestato, tanto che gli stessi dirigenti scolastici hanno chiesto l’intervento da parte delle autorità per avere controlli maggiori. Richiesta a cui la Prefettura di Livorno ha risposto presente, dando corpo ad un piano antidroga che chiama in causa tutte le forze dell’ordine (carabinieri, polizia e guardia di finanza), con postazioni fuori dai cancelli, in borghese e in pattuglia, all’entrata e all’uscita dalle lezioni ma anche nelle vie circostanti.

Aumento del consumo. È un piccolo universo invisibile e in espansione, quello dell’hashish nelle scuole. Invisibile perché le quantità che entrano negli istituti sono - fortunatamente - pur sempre minime e quindi facili da nascondere; in espansione perché, stando ai dati raccolti dalle autorità poi trasmessi a prefettura e all’amministrazione comunale, sia l’età di consumo sia i costi per la sostanza si sono abbassati, facendo sbarcare il volgarmente detto «fumo» anche nelle scuole medie. Lo dimostrano alcune segnalazioni fatte alla polizia dai genitori, che hanno riportato il racconto fatto a casa dal proprio figlio riguardo alcuni compagni che fumavano hashish all’uscita di scuola.

Ne sono arrivate un sacco di segnalazioni simili sia in Questura che in caserma dei carabinieri, riferite pressoché tutti gli istituti superiori della città, più appunto le medie. E sebbene in classe siano arrivate anche altre droghe (come la cocaina), si tratta di casi isolati e - almeno per ora - non di fenomeno di gruppo. Mentre l’hashish, al contrario, è divenuto purtroppo un fenomeno diffuso tra i ragazzi.

I controlli. «Non è facile per niente riuscire a fermare questo fenomeno» spiegano le autorità.

Come detto, non si tratta di un vero e proprio giro di spaccio: gli studenti portano con sé piccoli quantitativi di droga, uno o due grammi, tanto ridotti quanto semplici da scambiare con i compagni, rendendo sottilissima la linea tra spaccio e consumo personale.

Senza contare poi che le perquisizioni all’interno degli istituti non possono avvenire se non autorizzate e organizzate per tempo.

L’attenzione della Prefettura quindi si concentra soprattutto all’ingresso dei plessi, nel tentativo di mettere un freno a questo fenomeno consolidato, dando ai ragazzi la percezione di essere costantemente controllati.

Il piano in regime da circa un mese infatti prevede agenti delle varie forze davanti ai cancelli delle scuole, sia in divisa (appunto per la percezione) che in borghese, in modo da poter avere uno sguardo più approfondito su ciò che entra in classe. Una delle preoccupazioni maggiori, del resto, è quella che uno degli studenti possa essere arruolato per strada da uno spacciatore per smerciare la droga all’interno dell’istituto.

La mappa delle scuole. Le singole scuole non fanno differenza l'una dall'altra. Certo, ci sono quelle in cui il giro è più intenso, ma nessuna riesce a difendersi totalmente dall'hashish. Così, la Prefettura ha suddiviso gli istituti in tre blocchi, affidandone la sorveglianza alle diverse forze. Il liceo scientifico Cecioni, l’Iti Galilei, l’Isis Buontalenti e le scuole medie Borsi sono state affidate alla polizia; l’Isis Nicolini-Palli, il liceo Enriquez, l’istituto Micali e le medie Mazzini e Bartolena sono in mano ai carabinieri; il liceo Colombo, gli istituti tecnici Vespucci e Attias e il ginnasio Niccolini-Guerrazzi infine alla guardia di finanza.

Ma i controlli non sono aumentati soltanto di fronte ai cancelli delle scuole, ma anche nelle vie limitrofe: ossia là dove c’è la possibilità che un ragazzo possa trovare uno spacciatore che lo rifornisca anche per i compagni. Per fare un esempio: la polizia, a cui tocca sorvegliare il Buontalenti e il Galilei, non si limita a pattugliare solamente l’omonima via, ma anche via Terreni e le sue traverse.

Attività in classe. Le attività messe in campo della autorità comunque non si fermano ai cancelli delle scuole, ma entrano anche in classe, con incontri faccia a faccia tra studenti e polizia, dove poter discutere dell’argomento droga in generale. Anche il Comune inoltre vuole giocare la sua parte in questa partita complicata, attraverso un programma che partirà il prossimo anno e vedrà, oltre all’amministrazione, la partecipazione dell’Asl e delle forze dell’ordine per una campagna sulle dipendenze che andrà in scena sia negli istituti superiori che alle scuole medie. Anche il municipio infatti non nasconde la sua preoccupazione per l’abbassamento dell’età dei consumatori di hashish e marijuana e forte del credo che prevenire è meglio che curare» vuole andare a combattere questo fenomeno già di fronte ai ragazzi più giovani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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