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Sfondano il muro esterno del Pet Market per rubare la cassaforte: è il secondo colpo in un mese

Alfredo Faetti
La porta blindata sfondata dai ladri
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La porta blindata sfondata dai ladri

LIVORNO. La prima volta sono riusciti ad avere la meglio sulla porta blindata che dà sull’ufficio sradicandola dal muro e una volta dentro hanno aperto sia la cassaforte che le altre case, portandosi via più di diecimila euro

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LIVORNO. La prima volta sono riusciti ad avere la meglio sulla porta blindata che dà sull’ufficio sradicandola dal muro e una volta dentro hanno aperto sia la cassaforte che le altre case, portandosi via circa diecimila euro in tutto. Era la fine di gennaio. Un mese dopo poi sono tornati con un nuovo piano: aprire il retro delle casseforti dall’esterno dell’edificio, buttando già il muro su cui sono installate. Ma un passante ha rovinato i loro piani, chiamando la polizia e mandando in fumo il loro obiettivo. Ciò non toglie che il muro sia venuto giù con una seconda ondata di danni per una decina di migliaia di euro. Ma al di là del risultato, il metodo è sempre lo stesso: due pali alle estremità di via Firenze, attrezzatura specialistica, il momento dell’azione, tra mezzanotte e mezzo e l’una di notte, al cambio turno della polizia. Ma soprattutto, sempre il solito obiettivo: il Pet Market.

Il primo è andato in scena nella notte tra il 28 e il 29 gennaio. In quell’occasione, i ladri sono riusciti ad entrare nell’edificio e ad aprire la porta che cela il casse dove vengono custoditi gli incassi della giornata e la cassaforte: per sbarazzarsi della porta, hanno sfondato il muro su cui era installato l’infisso e una volta dentro, grazie agli strumenti che si erano portati per il lavoro, hanno aperto tutte le casse, mettendo insieme circa diecimila euro. Una missione svolta in tranquillità, visto che prima di agire avevano staccato il sistema d’allarme, collegato sia con il titolare dell’attività che con la polizia.

Stessa precauzione presa la sera del 24 febbraio, la notte del secondo colpo. Questa volta però avevano escogitato un nuovo stratagemma per mettere insieme un altro bottino da migliaia di euro: sfondare il muro che fa da parete all’ufficio (che è al secondo piano) ed aprire la cassaforte dall’esterno con una mazza. E di nuovo sarebbe andato tutto liscio, non fosse che un passante che si trovava per caso in via Firenze in quel momento ha notato questi strani soggetti arrampicati sul muro dell’edificio. L’uomo ha dato subito l’allarme al 113 ma quando la volante è arrivata sul posto i criminali erano già spariti nel nulla.

Niente bottino, insomma, al secondo tentativo, ma una bella dose di danni. Perché se dopo il primo furto la proprietà aveva speso circa dodicimila euro per sistemare nuovamente casse ed uffici, anche questa volta dovrà sborsare altrettanti soldi per tappare l’enorme buco sulla parete.

Intanto, la polizia è sulle tracce degli autori grazie alle immagini della video sorveglianza installata nell’attività. Indagini che si basano su una certezza: entrambi i colpi hanno la stessa firma. Un elemento dato anche da un fatto elementare: i ladri come potevano riconoscere dall’esterno quale parete sfondare per essere certi di trovarci dietro la cassaforte?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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