Onorato torna all’attacco di Grimaldi
Nel mirino del patron di Moby l’utilizzo di manodopera straniera a basso costo
LIVORNO. Nuovo round della guerra che sul fronte delle "autostrade del mare" è scoppiata fra il gruppo di Manuel Grimaldi e Vincenzo Onorato, patron di Moby e Tirrenia (e che vede al centro il porto di Livorno). Nel meeting per la presentazione delle ultime novità della Onorato Armatori, il numero uno di Moby è tornato alla carica contro la proposta di Confitarma, la "Confindustria degli armatori" guidata proprio da Grimaldi: per Onorato si vogliono estendere le agevolazioni di cui godono gli armatori italiani a tutte le bandiere europee, permettendo l'imbarco di marittimi extra comunitari ma con contratti non europei, dunque facendo in modo che «su navi italiane» lavori personale che costa «un terzo rispetto ai nostri» e dunque penalizzando la manodopera locale («è veramente una schifezza che non deve e non può passare»).
Onorato è un fiume in piena e contesta chi lo accusa di razzismo: «Io dico che questa cosa è indecente, una vera schifezza. Il governo, che pure sta facendo un buon lavoro, con Confitarma sceglie l'interlocutore sbagliato. Mi danno del razzista quando dico che sulle nostre navi c'è solo personale italiano, ma non hanno capito niente - perché non è vero che io non voglio extracomunitari. Ma dico che se li vogliamo a bordo allora che si applichi a tutti il contratto italiano».
Il patron di Moby tiene a ribadire esplicitamente che «la mia non è una guerra con Grimaldi, ma con Confitarma perché per me c'è un rischio terribile per l'occupazione dei marittimi italiani». In realtà, è proprio la vicenda livornese che mostra come lo scontro sia anche un duello commerciale fra due big per avere il predominio sul mercato. Basti pensare che Grimaldi, con lo Zeus Palace, ha attivato un collegamento fra Livorno e la Sardegna pubblicizzatissimo, e l’ha fatto puntando su Olbia che finora era ritenuta una roccaforte di Onorato.
Quest’ultimo ha risposto non solo mettendo una terza nave Tirrenia fra Livorno e le coste sarde ma anche insistendo, pure nel conclave milanese di ieri, su quanto è strategica la Sardegna per il gruppo .
Non è tutto. Per marcare il proprio contrattacco, è stato annunciato il varo di una nuova linea Nizza-Bastia. Per il gruppo Onorato un collegamento che parte da un porto francese per arrivare in un altro porto francese «è un debutto». A ciò si aggiunga – ha riferito – che da quest'anno sui traghetti Moby e Tirrenia «ci si potrà imbarcare anche con biglietti della partenza precedente o successiva a quella acquistata». Un sogno in prospettiva? Il gruppo sta pensando anche a Cuba: «ma per ora più come aspirazione personale che altro», ha detto Vincenzo Onorato.
Con l'acquisizione di Tirrenia, quello di Onorato – viene sottolineato – è diventato oggi il primo gruppo passeggeri del Mediterraneo con una flotta di 64 navi che mette insieme Moby, Tirrenia e Toremar: 4.000 occupati, 6,2 milioni di passeggeri trasportati, 25 porti collegati, 33mila viaggi effettuati nell' ultimo anno (con collegamenti quotidiani con Sicilia, Sardegna, Corsica, Elba, Arcipelago Toscano e Tremiti operando su 26 porti).
Tornando a parlare dello’attacco a Confitarma, Onorato ha ripetuto che «se apriamo le porte al Terzo Mondo lo dobbiamo fare alle nostre condizioni contrattuali ed economiche». Poi ha ricordato la legge del 1998 che introdusse una serie di agevolazioni per gli armatori italiani: «Siamo una categoria privilegiata, abbiamo una quasi totale esenzione fiscale, sgravi contributivi, Irpef. Sono passati tanti governi eppure questi privilegi sono stati mantenuti. Fu fatta quella legge perché bisognava difendere il lavoro dei marittimi italiani. Allora come oggi».
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