Il Tirreno

Livorno

Allarme melanomi nell’incontro tra medici e estetisti

di Rossana Harper

LIVORNO. Sono in aumento, a Livorno, i casi di melanoma in situ (melanomi superficiali, non profondi), soprattutto tra i più giovani. Dal 2008 al 2012 si sono verificati 469 casi, nel 2001 si...

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LIVORNO. Sono in aumento, a Livorno, i casi di melanoma in situ (melanomi superficiali, non profondi), soprattutto tra i più giovani.

Dal 2008 al 2012 si sono verificati 469 casi, nel 2001 si registravano 18 casi che nel 2012 sono diventati 149. Un dato preoccupante, che dovrebbe mettere in guardia gli appassionati della tintarella labronica, trecentosessantacinque giorni l'anno.

Il dato è emerso durante il seminario organizzato da Cna, lunedì sera, nei locali di via Martin Luther King, per parlare degli effetti che i prodotti usati per la cura della bellezza potrebbero avere sulla pelle.

All'incontro hanno partecipato gli operatori del settore, estetisti, e alcuni medici della Usl Nordovest tra cui la dottoressa del lavoro Oriana Rossi, Claudio Tofani, Paola Brachini e la dermatologa Silvia Pecenco. "Ci sono tanti casi di melanoma a Livorno – spiega la dottoressa Pecenco. Sono in aumento i casi di melanoma in situ, mentre i melanomi più invasi sono in calo. Molto colpiti sono i giovani". Il melanoma, spiega la dermatologa, hanno due diversi fattori di rischio: i fattori endogeni riguardano la predisposizione familiare, il fenotipo e il numero dei nei (il fattore di rischio più importante). I fattori esogeni, invece, riguardano l'esposizione al sole, specie l'esposizione ad intermittenza: fare, praticamente, bagni di sole durante il fine settimana ad esempio, riportando scottature o rossori che la pelle immagazzina in memoria. "Gli schermi solari – aggiunge Pecenco – riducono il rischio di scottature: non è stato dimostrato, tuttavia, un effetto protettivo nei confronti del melanoma per cui è necessario accompagnare alla protezione una riduzione dei tempi di esposizione solare".

Durante il seminario, inoltre, sono state fornite, agli operatori intervenuti, informazioni in materia legislativa, specie per chi utilizza macchine per l'abbronzatura.

"È necessario – spiegano le estetiste Francesca Russo del Centro Estetico e Benessere e Rosanna Di Cocco di New Age Aesthetics – sensibilizzare i cliente al fare le giuste richieste. Cerchiamo di informare i clienti più indisciplinati, ad esempio quelli che vorrebbero usare la crema prima di fare la lampada, di educarli ai rischi. Ogni tanto è necessario andare contro le richieste del cliente".

Infine consigliano: "Bisogna andare da persone competenti – concludono – recarsi in istituti di bellezza, mai andare nelle case, o da chi non ha una qualifica professionale".

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