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Maxi-bando Darsena, la scadenza è slittata a fine giugno

Maxi-bando Darsena, la scadenza è slittata a fine giugno

L’Authority: dipende dal pressing delle richieste di operatori Qualcosa del genere era accaduto anche per la Porto 2000

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LIVORNO. Il maxi-bando per la maxi-Darsena non ha più come scadenza il 22 marzo: i potenziali investitori in lizza avranno qualche settimana in più di tempo per farsi avanti e manifestare il proprio interesse, chiedendo di essere invitati al secondo round, quello della gara vera e propria fra le offerte.

L’Authority ha pubblicato sul proprio sito web un avviso – vedi alla voce “comunica- zioni urgenti” – in cui avverte che il termine della prima fase è spostato dal 22 marzo al 30 giugno.

Porta la data del 18 febbraio ma c’erano già state avvisaglie qualche giorno prima: segnatamente al momento in cui, nel conclave in Fortezza Vecchia di venerdì 12, era stato il responsabile tecnico dell’operazione per conto di Palazzo Rosciano, l’ingegner Claudio Pribaz, ad annunciare che si stava immaginando di far slittare a fine aprile la scadenza del bando. Il motivo? Già in quella sede era emerso che si tratta del più grande appalto in project financing di opera marittima della recente storia nazionale: 504 milioni di euro l’importo complessivo stimato della concessione. 13,5 milioni il costo della progettazione definitiva, 306 quella del terminal e 185 quella per le attrezzature di banchina.

Il commissario straordinario dell’istituzione portuale Giuliano Gallanti, nella premessa del breve avviso di slittamento della scadenza, mette nero su bianco che la proroga dei termini si è resa necessaria «in accoglimento delle istanze pervenute».

È ovvio che il primo spauracchio per i vertici dell’Authority sia il rischio di veder andare deserto il bando: significherebbe che gli operatori non sono interessati a investire così tanto a Livorno o quantomeno non sono disposti ad accettare le condizioni poste nel bando. C’è da dire però che anche per la privatizzazione della Porto 2000 (crociere e traghetti) l’Authority aveva inizialmente fissato al 4 settembre la data entro la quale le cordate avrebbero dovuto manifestare un qualche interesse, poi l’ha fatta slittare al 25 dello stesso mese. Era stato detto che dipendeva dal pressing delle richieste di chiarimenti e, in effetti, alla resa dei conti sono state quattro le cordate che hanno effettivamente presentato offerte.

Del resto, era prevedibile che gli operatori potessero aver bisogno di qualcosa di più di due mesi di tempo: hanno non solo da manifestare interesse ma anche da costruite la società-alleanza con quote precise fra i vari soci e senza poter far entrare o uscire nessuno dalla compagine dopo la formulazione dell’offerta.

Mauro Zucchelli

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