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Relitti abbandonati, Aamps: interveniamo se chiama il Comune

Relitti abbandonati, Aamps: interveniamo se chiama il Comune

Dal Municipio: abbiamo stanziato 460mila mila euro per la rimozione dei rifiuti speciali, come amianto e nel caso specifico anche delle carcasse di imbarcazioni.

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LIVORNO. Di chi sono questi relitti spiaggiati in diversi tratti del lungomare cittadino? Perché nessuno li rimuove e stanno là mesi, qualcuno addirittura anni (come quelli ormai seppelliti da montagne di alghe davanti all’Ostricaio)? A spiegare la procedura è direttamente l’ufficio Ambiente del Comune: prima di tutto è obbligatorio accertare se queste carcasse in disuso siano, comunque, di qualcuno. Oppure se siano classificabili in, cosiddetti, rifiuti abbandonati.

«Una volta verificato che si tratta di rifiuti - dicono da Palazzo - allora possiamo intervenire. Anche per il 2016 il Comune ha fatto una convenzione con Aamps, fuori dal contratto di servizio, stanziando 460mola mila euro per la rimozione dei rifiuti speciali, come amianto e nel caso specifico anche dei relitti di imbarcazioni. Si tratta di lavori che vengono svolti da Aamps».

Rispetto agli scheletri arenati in alcuni tratti del lungomare, c’è in programma di rimuovere “l’ultimo arrivato” sulla spiaggia dei Tre Ponti, lato Gabbiano. L’amministrazione sta valutando i preventivi di spesa. «A breve sarà tolto». «Noi da sempre interveniamo sulla rimozione delle carcasse di imbarcazioni abbandonate sulle spiagge su chiamata dell’ufficio Ambiente del Comune», fanno sapere da Aamps, azienda incaricata dal Comune ad intervenire in questi casi. L’azienda dei rifiuti racconta come funziona, da parte loro, la procedura di rimozione: «Una volta che ci viene chiesto di rimuovere qualcosa, noi facciamo pervenire un preventivo di spesa all’ ufficio Ambiente e se il Comune accetta le condizioni, allora noi procediamo».

E’ datata fine gennaio 2014 l’ultima volta che Aamps, su richiesta comunale, appunto, intervenne ai Tre Ponti - lato sud - per rimuovere una decina di piccole imbarcazioni che giacevano da qualche tempo sulla spiaggia. Un intervento importante. “Il materiale raccolto in quell’occasione - si legge sul sito di Aamps - soprattutto vetro resina, plastica e metallo è stato portato ai centri di raccolta per le opportune suddivisioni e smaltimenti. L’intervento - continua la nota di allora - fu particolarmente apprezzato dai frequentatori della zona anche per l’evidente pericolosità che la giacenza di questi rifiuti rappresentava per le persone, bambini in primis”. (f.s.)

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