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«La graduatoria va pubblicata per trasparenza»
LIVORNO. Due i temi che hanno tenuto banco durante il dibattito che si è consumato ieri mattina tra l'assessore al sociale Ina Dhimgjini e i cittadini presenti all'incontro sul reddito di...
LIVORNO. Due i temi che hanno tenuto banco durante il dibattito che si è consumato ieri mattina tra l'assessore al sociale Ina Dhimgjini e i cittadini presenti all'incontro sul reddito di cittadinanza. Il primo, su cui molti hanno insistito, è quello della privacy: l'intenzione degli uffici comunali, infatti, sarebbe quella di non rendere pubblica la graduatoria degli assegnatari del contributo mensile, una volta stilata.
«C'è il problema della tutela della privacy: nonostante nessuna norma ci vieti espressamente di pubblicare la graduatoria, alcuni cittadini potrebbero non gradire e sentirsi parte lesa» spiega la dirigente del settore politiche sociali e abitative Senia Bacci Graziani, che ammette come la questione sia ancora oggetto di discussione tra gli uffici. In tanti, però, non ci stanno, compreso Paolo Gangemi della segreteria dell'Unione Inquilini di Livorno: «Va pubblicata, così come avviene per il sostegno all'affitto- dice - e poi è giusto che i cittadini che hanno presentato la domanda possano conoscersi e organizzare tra loro». Una trasparenza che per Gangemi andrebbe applicata anche al bilancio sociale regionale: «La Toscana spende ogni anno milioni di euro per il welfare, sarebbe interessante vedere come e dove, anche grazie ai consiglieri regionali livornesi, per capire se sia possibile istituire un reddito di cittadinanza regionale». Qualcuno chiede la pubblicazione del risultato del bando per ragioni di trasparenza e verificare così eventuali irregolarità.
« Non scherziamo- risponde l'assessore - per noi è importante tutelare i cittadini, non solo cercando di sostenere economicamente quelli in difficoltà ma anche evitando che l'avere o non avere avuto diritto a questa misura si trasformi in una guerra tra poveri». Più facile a dirsi che a farsi, visto il secondo grande tema che ieri pomeriggio ha diviso la platea: quello dell'immigrazione. «A loro tutto e a noi niente», in riferimento agli immigrati e ai richiedenti asilo, è un mantra che serpeggia per quasi tutta la durata dell'incontro e che per Dhimgjini è “inaccettabile”.
«Abbiamo fatto il possibile- dice l’assessore - Lla povertà è destinata a crescere ed è sempre più difficile offrire risposte concrete, anche per colpa dei continui tagli che subiscono gli enti locali. La maggior parte delle domande che non ha avuto accoglimento ha riguardato nuclei familiari di 1 o 2 persone: da qui dobbiamo partire, prendendo coscienza della situazione reale e studiando i dati. Solo così possiamo migliorare». (m.g.c.)
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