Il Tirreno

Livorno

Strada invasa dai liquami

di Alfredo Faetti
Strada invasa dai liquami

La rabbia dei commercianti: «Siamo in pieno centro, che figure facciamo?»

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LIVORNO. All’improvviso boom, un boato. «Aiuto!» grida la commessa di una boutique di via Marradi, non distante da piazza Attias. Il titolare del negozio esce per strada, cercando di capire cos’è successo. «È esploso un tombino» dice alla ragazza che intanto è rimasta all’interno. «Si sta allagando tutto» continua. Sono pochi minuti, giusto una manciata, e le persone si fermano impietrite a fissare quel getto violento che arriva dal sottosuolo, trasformando piazza e via in un fiume d’acqua sporca.

«Ma non sarà...» inizia a chiedersi la gente. L’aria che resta pulita da qualsiasi puzza però scongiura il peggio. No, è acqua potabile quella, che sta venendo fuori ad una potenza di quaranta litri al secondo dall’asfalto per colpa di una tubatura del sistema idrico che ha ceduto. Un tubo di vecchia data, parte di quella rete che fa correre l’acqua sotto via Marradi e via Roma. E se il problema alle utenze in pratica non è mai nato grazie all’intervento repentino dell’Asa, gli occhi di tutti si sono spostati su un venerdì mattina in pieno centro zuppo di liquami. «Ma vi rendete conto in che stato siamo?» dice un passante con mezza scarpa immersa nell’acqua.

Alessio Sforza è stato il primo ad accorgersi del botto, intorno alle 10. Il tombino che è esploso si trova davanti alla sua edicola: neanche a due metri di distanza. «È stato un tonfo» dice.

Ma la curiosità per quel rumore secco ha lasciato spazio alla meraviglia e alla preoccupazione per quel getto di liquami che ha iniziato a venir fuori dalla strada. «Sembrava una fontana di acqua sporca» la descrive l’edicolante, che in quel momento non poteva sapere che i guai maggiori si stavano verificando sotto ai suoi piedi. La conduttura idrica che corre sotto piazza Attias e le vie limitrofe infatti spinge l’acqua corrente ad una potenza di 40 litri al secondo e quando il tubo ha ceduto la stessa forza ha allagato le fogne. E con questa ondata sotterranea sono saltati anche gli altri tombini vicini: non solo quelli che custodiscono la rete idrica, ma pure le condotte fognarie.

Così, nel giro di una manciata di muniti, la piazza, via Roma e via Marradi diventano un tutt’uno di liquami, in cui galleggiano anche escrementi e cartacce varie, prese dalla corrente dalle fogne.

«Qua c’è il mare» dice Sforza al centralino dell’Asa, avvisandola immediatamente. L’azienda però pensa sia uno scherzo. «No, il mare è più in là» rispondono. «Non mi sono spiegato, qua si è allagato tutto» ribadisce l’edicolante. Uno sketch simpatico, realmente andato in scena, che racchiude tutto il grottesco che ha caratterizzato la mattinata di ieri nel cuore cittadino. «La gente a spasso il venerdì è molta - racconta un negoziante - La maggior parte ha sorriso di fronte a questo allagamento, scherzandoci su; ma per noi è stato un vero problema. In pratica, dalle 10 fino all’ora di pranzo non abbiamo lavorato».

I passanti hanno visto bene di girare alla larga da quell’enorme pozzanghera marroncina: nel mezzo ci passano soltanto biciclette e macchine, alzando dietro di sé gli schizzi d’acqua.

I dipendenti dell’Asa arrivano sul posto dopo cinque minuti e si mettono subito al lavoro. Ben presto però capiscono che la situazione è più complicata del previsto. La palla allora passa alla centrale, che con il sezionamento idrico riesce a far defluire l’allagamento. «I tecnici di Asa sono al lavoro per la riparazione, che grazie alle valvole di intercettazione inserite precedentemente, sul collegamento, non creerà disagi alle utenze limitrofe» spiega l’azienda con una nota diffusa a metà pomeriggio.

I disagi però restano lungo la strada. La tubatura incriminata infatti è completamente esplosa e dovrà essere sostituita per intero, interessando buona parte della rete compresa in quel tratto. «Finirete per stasera?» chiede Sforza a metà pomeriggio alla squadra di operai impegnata proprio di fronte alla sua edicola. «No, non credo» risponde uno di loro con il cuore in mano. «Sarà un problema per il traffico - continua Sforza - Questa strada è sempre molto trafficata, figuriamoci il sabato».

E aspettando il giorno dopo, i negozianti di via Marradi continuano a guardarsi intorno. «E questo è il centro di Livorno: pensa se tra la tanta gente che ha assistito alla scena ci fossero stati dei turisti. Cosa avranno pensato?»

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