Il presidio
QUEL GRUPPO DI “FIGARO” ANTIFASCISTI
Marco Susini, ex parlamentare Pds, ha dedicato a Guido Bruschi, suo fraterno amico, un capitolo del suo libro “Militanti” uscito nel 2002. Ne riportiamo uno stralcio. di MARCO SUSINI A18 anni Guido...
Marco Susini, ex parlamentare Pds, ha dedicato a Guido Bruschi, suo fraterno amico, un capitolo del suo libro “Militanti” uscito nel 2002. Ne riportiamo uno stralcio.
di MARCO SUSINI
A18 anni Guido si mette in proprio prendendo in subaffito la bottega di parrucchiera di Leonardo Leonardi, in via Erbosa. Leonardi, già impegnato nel movimento comunista nella clandestinità, viene arrestato insieme a Bruno Gigli, Danilo Conti, Rosolino Pelagatti e Aramis Guelfi. La maggior parte dei clienti di Guido sono operai degli Isolatori, la fabbrica di via Filzi dove lavora anche Ervè Pacini che poi diventerà segretario della federazione del Pci. A quei tempi i clienti pagano al barbiere un abbonamento mensile di otto lire. Bruschi nota che molti di questi lasciano 50 centesimi in più e pensa che si tratti di generose mance: Leonardi gli fa subito capire che le mance non c’entrano. Quei soldi in più servono per il “soccorso rosso” di cui lui, insieme con Otello Frangioni e Giovanni Martelli, è uno dei promotori.
Con gli arresti di Leonardi, Gigli e Conti, tutti antifascisti e tutti, guarda caso, barbieri, anche il nostro Guido diventa un vigilato speciale da parte dei fascisti. Spesso lo prelevano dalla bottega o dal bar e lo portano alla sede del Fascio in via San Matteo. (...)
Con lo scoppio della guerra, Bruschi parte militare e fa il soldato in Sicilia. Rientra a Livorno nel ’43 e durante i bombardamenti è solito andare nel rifugio di via Erbosa dove c’è la Metallurgica. Un giorno l’amico Eddo Paolini, poi noto dirigente Pci, lo intrattiene a chiacchiera in città. Quel ritardo è la sua salvezza: nel rifugio di via Mastacchi le bombe uccidono 75 persone.
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