In crescita la voglia di impresa
Ma nella nostra provincia le società sono meno di dieci anni fa mentre a Pisa se ne contano 2.300 in più
LIVORNO. Bastano le dita di una mano, anzi anche meno, per contare in Italia le province che hanno avuto una crescita percentuale delle imprese più alta di quella registrata nell'arco dei dodici mesi dello scorso anno nel territorio provinciale livornese: al di fuori di metropoli come Roma, Milano, Napoli e Palermo, nelle realtà intermedie con una dimensione più simile a Livorno, su più di cento province solo Foggia, Sassari, Grosseto e Padova mettono a segno un incremento più rilevante.
Parola del Movimprese, che passa sotto la lente le imprese iscritte nei registri della Camera di Commercio: all'inizio di questo 2016 se ne contavano 32.841, cioè 322 in più rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente (anche se il saldo si dimezza se passiamo a "fotografare" quelle effettivamente attive: sono 28.307, cioè 162 in più a paragone del dato 2014).
E' una sorpresa? Sì, se pensiamo che Livorno ha tradizionalmente una minore propensione a mettersi in proprio rispetto a tante altre realtà, anche vicine dal punto di vista geografico: si pensi al fatto che tanto Lucca che Pisa - intese come territoriom provinciale - vantano almeno diecimila società più di noi. Ma è una sorpresa a metà se ci accorgiamo che già i dati di fine settembre, messi nero su bianco dal Centro studi della Camera di Commercio, indicavano che in nessun'altra provincia toscana si era registrato un incremento "demografico" così rilevante. Più del doppio di quello che emergeva a livello regionale e cinque volte quello riscontrabile su scala nazionale.
Eppure potrebbe esserci qualcosa che sta cambiando: sono nate 2.321 imprese in appena un anno, quasi 45 alla settimana. In proporzione al numero delle aziende esistenti, in tutta la Toscana soltanto in una provincia a elevata attitudine imprenditoriale come Prato si rileva un moltiplicarsi di iniziative così nutrito, siamo al di sopra della soglia delle 70 ditte "neonate" ogni mille esistenti. Ma la città laniera continua a rappresentare una eccezione a livello imprenditoriale (lì c’è sempre stata una vocazione a “mettersi in proprio”).
Resta la gracilità del sistema imprenditoriale livornese: un po' ovunque le ditte individuali la fanno da padrone.
E' il primissimo gradino del mettersi in proprio: ma se lo standard sia nazionale sia regionale vede grossomodo le ditte individuali essere il doppio delle società di capitali (la forma aziendale più strutturata), in provincia di Livorno si sfiora il triplo: 6.771 società di capitali, 6.708 società di persone e 18.574 ditte individuali.
E' vero che nel corso del 2015 le società di capitali sono cresciute del 3,8%, ben più delle ditte individuali (più 2,1%): ma per le prime siamo appena al di sopra della media regionale mentre per le micro-ditte l'incremento è stato praticamente il doppio di quel che è accaduto nel resto della Toscana.
Non è solo questo a dirci quanto rischia di essere gracile questa nuova voglia di impresa targata Livorno. Ce lo ricorda anche il fatto che non siamo ancora tornati ai livelli di dieci anni fa: alla fine del 2005 i registri dell'ente camerale dicevano che in provincia di Livorno c'erano 250 imprese più di adesso (in realtà, se guardiamo alle sole imprese effettivamente attive il divario si fermava a quota 40) mentre se ci affacciamo sulla provincia di Pisa ecco che se ne contano più adesso.
E non parliamo di un pugno di aziende: ve ne sono oltre 2.300 in più rispetto a dieci anni fa.
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