Un supermercato nel foyer dell’Odeon
Livorno, la presidente di Spil: abbiamo due proposte, stiamo valutando. Opposizioni all’attacco: dov’è il piano industriale della società?
LIVORNO. Un supermercato nel foyer dell'ex cinema Odeon? E' un'ipotesi che i vertici di Spil stanno valutando dopo che due proposte sono arrivate sul tavolo dell'azienda. Lo ha detto Barbara Ferrone, presidente della società partecipata del Comune, durante la commissione bilancio incentrata su un'interpellanza dei consiglieri Elisa Amato (Forza Italia), Marco Cannito (Città Diversa) e Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno) sul piano industriale Spil.
«Ci sono stati due interessamenti, uno di una catena di supermercati e uno di un discount - ha detto Ferrone -. Se volessimo far cassa potremmo anche accettare, ma ci stiamo riservando di valutare con molta attenzione. Prima di dare qualsiasi riposta vorremmo assicurarci che venga mantenuto il decoro dell'area. Sarebbe importante trovare una soluzione che vada in sinergia col commercio della zona e a vantaggio dell'Odeon stesso, che potrebbe rappresentare un bacino di sosta».
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Più 20% di fatturato all’Odeon. A proposito dell'Odeon la presidente ha confermato quanto scritto dal Tirreno ieri mattina, e cioè l'aumento del traffico e del fatturato del 20% registrato nel mese di gennaio dopo le modifiche alla viabilità nella zona di piazza Cavour. «Il segno evidente che le politiche di mobilità dovevano essere fatte fin da prima della costruzione del parcheggio», ha detto Ferrone con una nota polemica verso la passata amministrazione.
“Quick Parking? Sentite Nogarin...”. A proposito di parcheggi, Marco Valiani (Lbc) ha chiesto lumi sul rapporto con Quick Parking, la società napoletana i cui contatti per l'amministrazione sono stati tenuti dall'ex consulente di Aamps Marzovilla e il cui ruolo - a detta del sindaco Nogarin - non era stato adeguatamente valutato dal vecchio cda di Spil. «Il cda di cui ho fatto parte anche prima di diventare presidente non ha mai discusso della questione Quick Parking», ha risposto la Ferrone. «Ma gli atti dicono che se n'è discusso nell'assemblea dei soci del 2 novembre e che il sindaco ha rimproverato il cda di non aver tenuto nella giusta considerazione la società per cui Marzovilla teneva i contatti del Comune non si sa quale titolo», l'ha incalzata Valiani. Al che la presidente ha scaricato la questione sul sindaco: «La società non era a conoscenza della questione Quick Parking. Chieda al capo di questa amministrazione di quest'argomento», ha detto.
«Dov’è il piano industriale?». Nonostante l'ipotesi sul tavolo per l'Odeon, è emerso chiaramente che non potrà essere l'ex cinema a togliere Spil dalle sabbie mobili finanziarie in cui si trova. Dunque: dov'è il piano industriale che Nogarin ha rimproverato all'ex presidente Guidotti di non aver elaborato, hanno chiesto le opposizioni? «L'elaborazione del piano industriale non può essere un elemento a se stante ma deve andare di pari passo con un piano di risanamento - ha risposto la Ferrone -. Stiamo lavorando sul piano industriale».
«Ma Guidotti diceva il contrario, cioè che prima si fa il piano di risanamento e poi quello industriale, la sua risposta non è esaustiva - ha replicato Raspanti -. Se le due cose vanno a braccetto, allora Comune e cda dovrebbero presentare un progetto per lo sviluppo dell'azienda che in questo momento non vediamo».
Via col risanamento ex articolo 67. Intanto a Spil stanno lavorando sul risanamento: «A dicembre abbiamo incontrato le banche alla presenza del sindaco, da cui è scaturita la necessità di procedere con un piano di risanamento ma non di ristrutturazione del debito», ha detto la Ferrone. Dunque ex articolo 67 della legge fallimentare e non 182 (ristrutturazione), come aveva anticipato Il Tirreno. «La strada della ristrutturazione del debito era stata intrapresa dalla precedente presidenza, noi abbiamo convenuto con banche e trovato un'accettazione preliminare per lavorare sul piano di risanamento», ha continuato la presidente.
«Ma lei che aveva sostenuto il piano di riequilibrio di Guidotti, perché da un giorno adesso lo ritiene liquidatorio e ne propone uno diverso? E' forse che l'amministrazione comunale le ha fatto cambiare posizione?», ha obiettato Pietro Caruso (Pd). Mentre Valiani ha chiesto: «Le banche questo accordo l'hanno sottoscritto?».
«Non c'è un accordo scritto con le banche - ha dovuto ammettere la Ferrone -, c'è stata una riunione, poi delle missive, inviate a una di queste banche, la Bnl, non è stato un incontro piacevole, i toni erano molto surriscaldati. Ma c'è stata un'indicazione ben precisa sulla possibilità di valutare il piano di risanamento».
«Ritardi colpevoli». L'accusa che le opposizioni hanno fatto sono sintentizzabili nell'intervento di Cannito: «Notiamo ritardi gravi, dovuti a mancanza di idee e a nomine sbagliate in relazione agli indirizzi che l'amministrazione comunale si era data. Di questo non potete dare colpa né ai consiglieri né alla stampa. Mi rimane un mistero come si possa rilanciare un'azienda che non ha capacità finanziaria e quindi come si possa fare un piano industriale. Soprattutto alla luce del fatto che le linee di indirizzo date nei primi consigli comunali dicevano ben poco. E le linee di indirizzo deve darle il consiglio comunale. Deve discuterle. Non ha dato mai linee di indirizzo se non su input dell'opposizione».
La cessione a Casalp va avanti. Sul piano di risanamento in atto, l’assessore Lemmetti ha confermato poi l’ipotesi di cessione degli immobili di Casalp. Mentre per quanto riguarda i terreni di Paduletta non è prevista la cessione, ha sottolineato l’assessore. Le proposte però ci sono, ha detto la presidente Ferrone. «General Electric? - ha chiesto -. Lo apprendo dal giornale».
Sulla cessione dei 36 alloggi a Casalp, Lemmetti ha detto che quegli immobili «sono di proprietà di Spil per una anomalia, ma che non hanno a che vedere con lo statuto di Spil».
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