Il Tirreno

Livorno

La Finanza alla Liri per il super mutuo

di Juna Goti
La Finanza alla Liri per il super mutuo

Le fiamme gialle hanno bussato alla società di proprietà del Comune che gestisce le reti del gas e del servizio idrico "affittate" da Asa: hanno acquisito una serie di atti

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LIVORNO. Non è solo sui conti di Aamps che la magistratura, guardando alle società pubbliche, ha puntato i riflettori. Gli uomini della Guardia di Finanza si sono presentati anche nella sede della Liri per acquisire una serie di atti che sono poi stati forniti dal liquidatore della società.

Liri è la società nata nel 2003 (oggi in liquidazione e tutta di proprietà del Comune) che gestisce le reti del gas e del servizio idrico “affittate” da Asa (è nata con in pancia anche FarmaLi, che a sua volta gestisce le farmacie comunali).

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La Finanza ha bussato alla Liri poche settimane fa, a fine dicembre, anche se la notizia è trapelata solo in questi giorni di trambusto in casa Aamps. La conferma arriva dallo stesso liquidatore della società, l’avvocato Maurizio Paponi, in carica dal 2014. «La Finanza – risponde contattato dal Tirreno – ci ha chiesto una documentazione che abbiamo prontamente fornito».

A quanto risulta le attenzioni delle fiamme gialle si sono concentrate sul maxi mutuo di 45 milioni che era stato acceso nel 2003 con Dexia e che è ancora sulla spalle della Liri (che da Asa ha ereditato sia una parte dei debiti che il patrimonio).

Sempre stando alle informazioni raccolte, la Finanza si sarebbe mossa su input della Corte dei Conti: la magistratura contabile starebbe in particolare facendo accertamenti sul contratto che a suo tempo ha generato il mutuo, ma non solo.

Non è la prima volta che questi soldi finiscono al centro delle attenzioni pubbliche. Da ultimo è stato l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, a dire in commissione consiliare (il 29 settembre 2015) che il Comune avrebbe voluto estinguere la Liri entro la fine dell’anno, dopo aver ripreso direttamente nelle sue mani le farmacie, ma che prima avrebbe dovuto sciogliere il nodo del mutuo. Lemmetti in quell’occasione lo definì pubblicamente «la meraviglia delle meraviglie» ed espresse preoccupazione rispetto all’ipotesi che restasse «in collo al Comune», dicendo anche che «si sospetta che ci sia un derivato tossico».

 

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