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Il Pd contro Grillo: «Macchina del fango»

Il Pd contro Grillo: «Macchina del fango»

Bacci e Bellandi dopo l’avviso di garanzia a Nebbiai: l’azienda è sul baratro per colpa dei 5 Stelle

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LIVORNO. I vertici del Pd livornese contro Beppe Grillo e le scelte su Aamps compiute della giunta pentastellata guidata da Filippo Nogarin. A distanza di un giorno dall’attacco del leader del M5S all’ex assessore Valter Nebbiai, indagato per induzione indebita a dare o promettere utilità nell’ambito dell sconto Tia alla società fratelli Elia, arriva la risposta del Partito democratico. «Come è noto - spiegano Lorenzo Bacci e Federico Bellandi - l'ex assessore Nebbiai ha ricevuto un avviso di garanzia. Siamo certi che la magistratura farà bene e in tempi brevi il proprio lavoro facendo piena chiarezza sulla vicenda, nell'interessi di tutti. Ciò detto, - riteniamo che sia giusto astenersi dall'esprimere qualunque altra opinione sulla vicenda, specialmente sulle indagini in corso, anche perché in proposito sappiamo soltanto quello che hanno scritto i quotidiani cittadini».

Fatta la premessa, ecco l’attacco a Grillo e al post pubblicato lunedì sul profilo Twitter del leader M5s. «Altra questione è la triste strumentalizzazione della notizia da parte di Grillo, degna della più banale macchina del fango. Su questo punto è doveroso sottolineare come la contestazione che viene avanzata a Nebbiai, indipendentemente dalla sua fondatezza, appartenga al passato e poco o niente abbia a che fare con la situazione attuale dell'azienda. Ricollegare la scelta del concordato in continuità, con quella indagine non ha alcun fondamento».

Se l'azienda è ad un passo dal fallimento - proseguono - «lo si deve alla mancanza di un qualsivoglia piano industriale, ad un aumento dei debiti di 17 milioni in un anno, a una differenza tra costi e ricavi passata da più 908mila di euro a meno 2,9 milioni nel corso del 2014 ed infine ad una governance tanto instabile da vedere il cambio di 5 amministratori in 18 mesi».

Queste - secondo i vertici del Pd - sono le vere cause dell'attuale crisi di Aamps, tutto il resto è solo propaganda. Invitiamo quindi Grillo e Company quantomeno a consultare meglio la cronaca prima di domandarsi chi sarà il prossimo indagato: c'è già, si chiama Marzovilla, è accusato di falso e peculato ed è stato nominato dal suo sindaco Nogarin. Ovviamente - concludono - la presunzione di innocenza vale per tutti fino a prova contraria e se tutto è stato fatto nel rispetto della legge e della buona creanza, bene così. Non ne facciamo questione di bandiere».

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