Il Tirreno

Livorno

«Poco personale al pronto soccorso»

La denuncia del sindacato Cgil che conferma lo sciopero del 12 febbraio

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La patologica carenza di organico è la malattia più grave del pronto soccorso di Livorno». La denuncia arriva dalla Funzione Pubblica della Cgil che, ancora una volta, rinnova la richiesta di potenziamento del personale dei presidi di primo soccorso di Livorno e provincia, anche in relazione agli ultimi avvenimenti divenuti oggetto d'inchiesta. E per il 12 di febbraio è confermato lo sciopero del comparto della Sanità. «Siamo vicini alle famiglie – esordisce la segreteria – e naturalmente siamo in attesa che le indagini sui decessi facciano il proprio corso e chiariscano dinamiche e responsabilità, ma gli ultimi avvenimenti mettono in luce, ancora una volta, la sofferenza degli operatori sanitari, causata da un carico di lavoro eccessivo rispetto al numero degli addetti e da un utilizzo improprio dei Pronto Soccorso, alimentato da carenze strutturali a livello territoriale».

Da anni ormai la Funzione Pubblica della Cgil della provincia di Livorno denuncia la patologica carenza di organico. «A questa carenza sembra impossibile porre rimedio e l'urgenza di ripensare i presidi sanitari territoriali: la mancanza di un percorso di assistenza continuativo, a cui potrebbe dare una risposta l'attivazione delle Case della salute, porta al pronto soccorso un numero sempre più elevato di pazienti, che non riescono ad accedere a percorsi di cura adeguati». E ancora: «La formazione – sottolinea la segreteria – è solo una parte della risposta a questa continua emergenza, per un effettivo cambio di passo si dovrebbe tenere conto dei suggerimenti che, giornalmente, arrivano dagli operatori della sanità i quali, attraverso i rappresentanti sindacali, hanno evidenziato le criticità della struttura, cercando di portare all'attenzione dell'azienda e dei dirigenti anche possibili soluzioni».

Gli operatori del comparto sanitario, infatti, non trovando soluzioni condivise con l'azienda rispetto a molte questioni, sono in stato d'agitazione da dicembre.

«In questi giorni – conclude la segreteria – si stanno svolgendo le assemblee in tutta la provincia per discutere di contratto integrativo, piano assunzioni e del ruolo che la ex Azienda 6 deve avere nell'ambito dell'area vasta. Siamo difronte a una riorganizzazione che, se non verrà posto presto rimedio alle falle del sistema, metterà ancora più in evidenza le criticità dell'assistenza sanitaria livornese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino