Il Tirreno

Livorno

Bilancio 2013 nel mirino della Procura

Bilancio 2013 nel mirino della Procura

E sulla transazione tra Aamps e Elia c’è anche un procedimento aperto alla Corte dei Conti di Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La transazione tra Elia Ambrosetti e Aamps in merito al pagamento di un debito sulla Tia da parte dell’azienda di trasporto di auto nuovo, risale al 2013. Un anno particolarmente delicato per l’Aamps, perchè è proprio sul bilancio di quell’anno - approvato in extremis dalla giunta Pd nel maggio 2014 - che si stanno concentrando le attenzioni della Procura e della Corte dei Conti. Una vicenda di cui si vociferava da tempo nei palazzi della politica e che era esplosa a Palazzo Civico tra settembre e ottobre dell’anno scorso, in seguito a due accese sedute dalla commissione bilancio. Al termine delle quali, la presidente Elisa Amato (Forza Italia) aveva fatto una segnalazione alla magistratura contabile.

Segnalazione subito raccolta, come avevamo riportato circa un anno fa quando la Corte dei Conti confermò al Tirreno l’apertura di un fascicolo. Nella circostanza si apprese che oggetto degli accertamenti della magistratura contabile, almeno nella prima fase istruttoria, era una transazione fatta dall'azienda dei rifiuti.

Già in commissione, nell’ottobre 2015, gli ex sindaci revisori di Aamps avevano puntato il dito contro un accordo raggiunto tra l'azienda e un contribuente privato: l'ex presidente del collegio, Giovanni Verugi, aveva riferito pubblicamente che «un operatore portuale era stato oggetto di un accertamento Tia per le annualità 2007-2012, per un importo di 383.000 euro, più 17.000 euro di ulteriori spese», ma che poi l'azienda aveva «ridotto il pagamento di due terzi, riscuotendo 126.000 euro, rateizzati, senza interessi», perché, in sostanza, quell'operatore «era in difficoltà economiche».

Gli ex sindaci revisori, va sempre ricordato, già nel 2014 avevano espresso parere negativo sul bilancio 2013 (poi approvato dall'assemblea dei soci, cioè dalla giunta Cosimi, il 23 maggio, a due giorni dalle elezioni amministrative) e avevano poi deciso di presentare un esposto alla Corte dei conti. Ma, come detto, non sono stati i soli ad essersi rivolti alla magistratura contabile: dopo l'audizione infuocata a Palazzo civico, anche la presidente della seconda commissione bilancio, Elisa Amato, e l’allora presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello, avevano scritto al procuratore regionale della Corte per chiedere copia dell'atto dei sindaci revisori e per segnalare quanto emerso nella commissione trasmessa in diretta streaming. Quasi un atto dovuto, considerando la delicatezza delle parole pronunciate nel salone del municipio. Nella lettera delle due consigliere comunali veniva fatto riferimento a quanto dichiarato pubblicamente dai revisori circa una «presunta irregolarità in merito ad un accordo transattivo concluso con un contribuente moroso per la Tia».

Nel frattempo, però, anche la Procura si è cominciata ad interessare sia della transazione tra Aamps e Elia, sia al bilancio 2013 nel suo complesso. È stato così aperto un procedimento penale a cui sono seguiti i primi avvisi di garanzia: non sembra, infatti, che quello notificato a Valter Nebbiai sia il solo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web