Il Tirreno

Livorno

Indagati undici medici per la morte di Miriam Daina Palermo

di Federico Lazzotti
Indagati undici medici per la morte di Miriam Daina Palermo

Livorno, l’accusa nei confronti di tutti è quella di omicidio colposo, la polizia ha acquisito la cartella clinica e alcune testimonianze

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LIVORNO. Sono undici i medici iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Miriam Daina Palermo, la donna di 49 anni deceduta martedì pomeriggio a distanza di appena due ore dalle dimissioni dal pronto soccorso dove aveva trascorso la notte con febbre alta, nausea e dolori addominali. All’interno della lunga lista di medici troviamo i professionisti che lavorano al pronto soccorso di Livorno, ma anche cardiologi, rianimatori e radiologi dell’ospedale.

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Dal momento in cui il fascicolo è arrivato in procura, siamo a mercoledì mattina, il lavoro della polizia, coordinata dal pubblico ministero Antonella Tenerani, è stato quello di ricostruire il percorso ospedaliero della quarantanovenne per accertare chi abbia avuto un contatto diagnostico con lei.

«Tutti i professionisti che hanno visto la paziente - spiegano gli investigatori - sono stati raggiunti da un informazione di garanzia. Si tratta di un modo per tutelare anche loro in vista dell’autopsia. In questo modo potranno nominare un consulente e partecipare all’esame».

Anche perché non tutte le posizioni possono essere messe sullo stesso piano. Ovviamente, infatti, la situazione più delicata sembra quella che riguarda il medico del pronto soccorso che ha firmato le dimissioni della donna martedì mattina e i colleghi che l’hanno visitata quella stessa notte.

Meno centrali, nell’inchiesta, i dottori che hanno cercato di salvare la paziente quando intorno alle 14 è stata trasportata di nuovo, stavolta d’urgenza al pronto soccorso dopo un doppio arresto cardiaco.

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La lista dei medici indagati inizia dal pronto soccorso dove sono stati iscritti nel registro degli indagati Paolo Cannito, Barbara Mietner e Grazia Ninotta. Nell’indagine anche due cardiologi, Andrea Bianchi e Alberto Genovesi, altrettanti radiologi Rudi Bachini e Stefano Toscano, il rianimatore Giancarlo Rossi e i medici di rianimazione Monica Giuntoli e Rossella Tofani.

I professionisti dell’Asl per difendersi, si sono affidati agli avvocati Paolo Bassano e Giuseppe Batini. Questa mattina entrambi saranno alle 9 in Procura per l’affidamento dell’incarico da parte del pm all’anatomopatologo David Forni che si occuperà di effettuare l’autopsia sul corpo della donna. I difensori a loro volta hanno nominato come consulente di parte Luigi Papi. Difficile credere che già nella giornata di oggi trapelino indiscrezioni sul risultati degli esami che dovranno accertare in primo luogo le cause della morte e in seconda battuta se una diagnosi diversa, seguita da esami più approfonditi, avrebbe potuto evitare il decesso della donna.

Ecco perché, realisticamente, ci sarà da attendere almeno due mesi per avere alcune certezze in più. In ogni caso un punto è chiaro: al termine degli esami autoptici la salma sarà restituita ai familiari di Miriam che potranno così organizzare il funerale.

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Oltre all’acquisizione della cartella clinica della quarantanovenne e alla ricostruzione del suo percorso ospedaliero tra le 4 di martedì e le 14 dello stesso giorno, gli agenti della sezione di polizia giudiziaria hanno in queste ultime quarantotto ore ascoltato diverse persone. A cominciare dal compagno della donna e dai suoi familiari. Anche loro hanno dato mandato a due avvocati che seguiranno l’inchiesta. La prima mossa dei legali dei parenti è stata quella di nominare un perito che seguirà l’autopsia. La prima tappa di una battaglia legale che si annuncia lunghissima.

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