Il presidio
Appello di Strazzullo: risultato a metà il sindaco ci ascolti
«Occorre onestà: aveva detto tutti e 39 e invece sono 33, così come occorre dire che è stata persa l'opportunità di usufruire dei contributi derivanti dalla stabilizzazione se fatta entro il 31...
«Occorre onestà: aveva detto tutti e 39 e invece sono 33, così come occorre dire che è stata persa l'opportunità di usufruire dei contributi derivanti dalla stabilizzazione se fatta entro il 31 dicembre.
Per il resto non ci sono vincitori, si è semplicemente affermato un diritto che l'amministrazione ha messo a rischio con la decisione del concordato». Il segretario Maurizio Strazzullo scende così in campo dopo lo scontro tra il sindaco e la Cgil.
«La mia opinione – scrive – è che se non ci fosse stata la mobilitazione responsabile dei lavoratori organizzata dalla Cgil e l'unità del consiglio comunale, questo parziale risultato non ci sarebbe stato. Ora vedremo quale piano industriale il nuovo Cda sarà capace di costruire con i paletti messi dal Comune, con il no a confluire in Reti Ambiente, la chiusura dell'inceneritore, l'estensione del porta a porta...». Strazzullo, «fermo restando il no al concordato» e «confermando la possibilità di ristrutturare il debito», invita «il Cda a stabilizzare gli altri 6 precari» e a lavorare «per predisporre un piano industriale» che «rilanci Aamps e salvaguardi l'indotto». E lancia l’appello al sindaco: «Ascolti le proposte della Cgil senza pregiudiziali politiche e si confronti sul merito, il nostro obiettivo è salvaguardare l'occupazione e dare un contributo al rilancio della città».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google