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Truffa hacker all’Autorità Portuale
«Ruba» la mail del presidente e chiede 30mila euro all’ente: arrestato in Olanda
LIVORNO. La settimana scorsa è arrivata una mail nella casella dell’Autorità Portuale di Livorno dall’indirizzo del suo presidente, Giuliano Gallanti. Nel corpo del messaggio, la richiesta secca di un bonifico da trentamila euro da versare su un conto corrente olandese. I funzionari che hanno ricevuto la mai sono rimasti subito perplessi da questa richiesta e senza esitare hanno chiesto l’intervento della polizia postale, che nel giro di poco tempo ha smascherato la truffa ed è risalita al vero mittente della mail: un nigeriano 41enne che vive in Olanda, un hacker, capace di «forzare» la casella di Gallanti e di richiedere il bonifico.
Da qui è partita un’attività congiunta con le forze dell'ordine olandesi, che hanno arrestato l’uomo proprio al momento in cui si è presentato a riscuotere i soldi dal conto corrente che aveva indicato nel messaggio.
La polizia infatti ha suggerito di versare comunque l’importo, pari a circa trentamila euro, in modo da incastrare sul fatto l’hacker. E se questa è stata la tecnica utilizzata dalle autorità, quella usata dal nigeriano ha un nome ben preciso: «man in the middle». In pratica, consiste nello scardinare e appropriarsi di un indirizzo mail e porsi nel mezzo tra l’autorità (a cui è stato rubato l’indirizzo) e il suo ente, con l’obiettivo di sottrarre dei soldi.
Una tecnica che la polizia postale conosce bene e una volta intuito che si trattava di una truffa si è subito attivata prendendo contatti con la corrispettiva realtà olandese in modo da coordinare l’operazione che ha poi portato all’arresto del 41enne.
L’uomo, che abita in Germania, è stato fermato all’interno della banca mentre stava incassando il bonifico e ha confessato inoltre di essere stato incaricato più volte di prelevare somme di denaro dal suo conto corrente, dove la polizia ha anche accertato la giacenza di ulteriori decine di migliaia di euro.
Le indagini proseguono per verificare se l'arrestato sia collegato anche a più vaste organizzazioni criminali, sempre legate all’informatica.
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