Il Tirreno

Livorno

Dimessa dall’ospedale muore due ore dopo

di Alfredo Faetti
Dimessa dall’ospedale muore due ore dopo

Miriam Daina Palermo, 49 anni, era andata al pronto soccorso con febbre e dolori addominali. Oggi l’autopsia: anche l’Asl vuol capire le cause del decesso

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LIVORNO. Prima la febbre alta e un tremore incontrollabile; poi la nausea, una diarrea fortissima e dolori addominali lancinanti. Miriam Daina Palermo, 49 anni di Livorno, è arrivata così al pronto soccorso di Livorno, nella notte tra lunedì e martedì. Erano circa le 5 e i medici l’hanno sottoposta immediatamente a tutti gli accertamenti che hanno ritenuto opportuni. A mezzogiorno di martedì, poi, la donna viene dimessa e rimandata a casa insieme al compagno: i due pensano che ormai il peggio sia alle spalle, ma in realtà si tratta di una tragedia rimandata. Intorno alle 14 infatti Miriam ha di nuovo un malore, questa volta violento: va in arresto cardiaco. «Amore muoio» ha detto a David Bencini, il compagno. E così è successo poco dopo all’ospedale.

I medici si sono riuniti già ieri mattina e hanno disposto l’autopsia daccordo con la famiglia, che sarà effettuata oggi, per capire i motivi del decesso e se esiste un legame tra i dolori accusati dalla donna lunedì sera e il malore di martedì pomeriggio. Il compagno, invece, ha già fatto sapere di attendere le cartelle cliniche per poi consegnarle ad un avvocato per andare fino in fondo all’accaduto. Lo stesso obiettivo dell’Asl 6 di Livorno, che ha avviato tutte le procedure per far luce sulla morte di Palermo, una donna solare dalla voce che incanta.

La sua famiglia assicura che la donna non avesse alcun problema particolare di salute. Ma lunedì sera è arrivata questa febbre e la tremore, che ha spinto la coppia a chiamare un’ambulanza per andare al pronto soccorso. L’Asl spiega che la donna è arrivata con febbre, nausea e diarrea: i medici allora l’hanno sottoposta a tutti gli accertamenti, le hanno fatto un’ecografia e le hanno somministrato delle flebo di tachipirina. La notte tra lunedì e martedì scivola via così, con Palermo sotto osservazione e sottoposta alle terapie scelte.

A mezzogiorno di martedì, poi, i medici decidono di dimettere la donna, che se ne torna nella sua casa in via Della Maddalena senza bisogno dell’ambulanza. Una volta nel suo appartamento però la 49enne sta di nuovo male: non sono passate neanche due ore da quando è uscita dall’ospedale. Questa volta i dolori la colpiscono al petto e sono molto violenti, talmente tanto da farla accasciare: il compagno, che ha seguito a suo tempo un corso per sub, la stende sul letto e le pratica il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, aspettando i soccorsi. La seconda ambulanza arriva nel giro di cinque minuti e una volta praticate le prime cure sul posto la trasferiscono d’urgenza di nuovo al presidio livornese. A questo punto, «Il quadro clinico si è rapidamente evoluto, portando ad un deterioramento delle condizioni» spiega l’Asl. I medici proveranno a fare un ultimo disperato tentativo, ma andrà a vuoto.

«La direzione sanitaria esprime, come già fatto personalmente, il proprio cordoglio alla famiglia - si legge in una nota diffusa ieri - e conferma la volontà di individuare le cause che hanno portato al decesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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